Alla fine della conferenza, Margherita mi accompagna a prendere un caffè. I centocinquanta studenti che gremivano l'aula stanno sciamando, dopo una pausa li aspetta un altro incontro della [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ]. Abbiamo fatto un po' tardi: per iniziare abbiamo atteso le classi del liceo di Matera, che sono partite apposta alle 6 del mattino per venire a Lecce, ma si sono perse per strada. Complice il mal di gola, poi, io ho parlato più lentamente del solito. I ragazzi però ascoltavano attenti e partecipavano con entusiasmo, il tempo è volato per tutti.
Nonostante i tempi lunghi, dopo il seminario abbiamo dato spazio alle domanda. Davanti al caffè, Margherita mi chiede come faccio a rispondere in modo apparentemente così disinvolto, nonostante l'estrema varietà delle richieste che arrivano. Le spiego#che in parte conta l'esperienza - di queste conferenze comincio ad averne tenute parecchie - ma la verità è che la varietà è solo apparente, e ci sono domande che, in una forma o nell'altra, arrivano puntualmente sempre.
C'è sempre la domanda della paura. "Ho sentito dire che le collisioni di LHC possono produrre un buco nero / l'antimateria / un tunnel spazio-temporale / delle particelle strane. C'è pericolo?". Questa#volta era una studentessa che proponeva una visione dell'uso dell'antimateria come potenziale arma estratta direttamente da Angeli e Demoni di Dan Brown, ma il contento importa poco. La fisica delle particelle è in primo luogo#un soggetto astruso e difficile da comprendere, e l'idea che si manipolino i "costituenti fondamentali della materia" alimenta sempre timori e interrogativi. Interrogativi leciti, timori infondati ma che spesso vengono malamente alimentati dall'informazione di auarta categoria che circola in rete. Una sola risposta per questo tipo di domande: no, non c'è pericolo, punto. Disquisire di [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ], che sono discipline altrettanto astruse e difficili da comprendere, non aiuterebbe necessariamente a comprendere.
C'è sempre la domanda sulla [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ]. Tra i banchi c'è infatti sempre qualcuno che ha letto qualcosa di più, che si è già informato e ha approfondito, e vuole sapere che cosa penso della [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ], o della [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ], o della [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ]. Non c'è mai tempo per entrare nei dettagli, e rispondere a queste domande rischia di diventare una conversazione privata che escluderebbe il resto della platea. C'è però un punto importante, che penso serve a tutti i partecipanti e su cui dunque insisito#in ogni occasione. Una teoria vale tanto quanto le predizioni sperimentalmente testabili che fa. Altrimenti resta una pura speculazione, magari elegante e#affascinante, ma non esattamente scienza per come la intendo.
Infine, c'è sempre la domanda sulla spiritualità. Il formato oscilla dal direttissimo "Lei crede in Dio?" al più generico "Scienza e religione sono compatibili?". Il fatto che questa domanda arrivi costantemente (ho veramente tenuto il conto, non c'è stata scuola superiore nella quale#non mi sia stata posta in qualche forma) è secondo me il segno che la ricerca spirituale resta una componente importante, fosse anche solo come elemento problematico, nelle persone. E questa è per me una delle domande più difficili a cui rispondere: non tanto perché non abbia un'opinione a riguardo, quanto perché, dietro alla questione, intravedo sempre il desiderio di una conferma. Che da confermare sia l'idea che la scienza abbia definitivamente dimostrato che il sentimento religioso è inutile, oppure invece che esista una possibilità di interazione e affiancamento delle due imprese, poco importa. Non mi sembra mai onesto#intervenire, dall'alto dello scranno su cui mi trovo, in una posizione chiaramente asimmetrica e di potere, su un argomento rispetto al quale penso che ognuno, e soprattutto dei giovani nel corso della loro formazione, debba formarsi un'opinione in modo autonomo. Di solito dunque glisso, e al limite invito a leggere [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ] e iniziare dalla sua [Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ], che mi pare un buon punto di partenza per approfondire la questione, qualunque sia la posizione di partenza.



[Solo i registrati e attivati possono vedere i links. ]