Chura in Swahili significa “rana”, ma è anche l’acronimo di ‘Conserving hyper-endemic udzungwa restricted amphibians’ (che in italiano suona un#po’ come “Conservazione di anfibi iperendemici e dall’areale estremamente ridotto, nell’Udzungwa Scarp”), un progetto è svolto in collaborazione con Whitley Wildlife Conservation Trust, MUSE Museo delle Scienze di Trento e la Amphibian Survival Alliance.La ricercatrice italiana Elena Tonelli spiega: «Lavoriamo in uno dei luoghi più straordinari del pianeta, uno dei punti più ‘caldi’ per biodiversità dell’intera regione Afromontana Orientale… La foresta dell’Udzungwa Scarp, in Tanzania! Questa foresta è eccezionale per la sua diversità di anfibi e per il numero di specie minacciate, anche nel contesto dell’hotspot di biodiversità Afromontano Orientale. Il sito ospita ben 17 specie di anfibi a rischio di estinzione, deu delle quali (Nectophrynoides poyntoni#e#N. wendyae) classificate come Critically Endangered (criticamente a rischio) e#Nectophrynoides asperginis#estinto in natura (correntemente in fase di reintroduzione). Queste specie sono dette “iper-endemiche” poiché si trovano solo all’interno di minuscole porzioni di questa foresta e in nessun altro luogo al mondo. Benché sulla carta l’Udzungwa Scarp sia classificata come Riserva Naturale, l’impatto antropico è sempre più evidente: non solo gli habitat ne stanno facendo le spese, ma intere popolazioni animali sono in rapido declino. Questo è il primo studio completo sulle specie di anfibi presenti in quest’area e sulle loro esigenze ecologiche. Il nostro obiettivo finale è quello di sviluppare un piano d’azione per la gestione e la conservazione a lungo termine degli anfibi dell’Udzungwa Scarp».La Tonelli ha già esaminato diversi siti nell'area, ma una grande zona centrale della foresta rimane inesplorata.#Finora ha trovato almeno due specie ancora sconosciute alla scienza, ma ce ne potrebbero essere molte di più. Con l’aiuto di tutti, il progetto# punta a raccogliere ulteriori dati con trappole, recinzioni, transetti notturni, indagini e registrazione audio.#Saranno campionati tutti gli habitat e verranno applicate misure di biosicurezza (ad esempio, la disinfezione di stivali e delle attrezzature) per impedire la diffusione di potenziali patogeni degli anfibi nei siti esaminati.#«Un’altra sfaccettatura di questo poliedrico progetto è testare sul campo#nuove tecniche e “aggeggini”, come un nuovo kit sviluppato dall’università di Exeter (Regno Unito) in collaborazione col nostro partner e sostenitore, il Whitley Wildlife Conservation Trust, per il rilevamento rapido della chitridiomicosi direttamente sul campo!», dice la Tonelli.Intanto, Il 13 marzo incontro all’Istituto Agrario di Dabaga#vicino a Pomerini (Distretto di Kilolo, Tanzania), con l’associazione locale Mawaki, a parlare di biodiversità. «Gli studenti hanno dimostrato il loro interesse con una sfilza di domande e intelligenti osservazioni, è stata un’esperienza splendida! – sottolinea la ricercatrice italiana - E una volta di più mi sono resa conto che è proprio quando insegniamo un argomento che lo apprendiamo davvero. Grazie ragazzi e ragazze». il 14 marzo ha incontrato lo staff dell’ufficio per le risorse naturali e il turismo di Iringa , per discutere di una serie di idee su come affrontare i problemi che affliggono la foresta. «La gestione della conservazione ha molte sfaccettature, che devono essere trattate nel complesso al fine di ottenere il risultato desiderato – spiega ancora la Tonelli - La presenza di guardie, da sola,#non può far fronte alla mancanza di comprensione rispetto alle ragioni che stanno alla base della conservazione;#allo stesso modo l’educazione ambientale richiede tempo e senza l’applicazione della legge nel frattempo c’è il rischio concreto che una foresta (e la sua fauna) spariscano prima che si sia riusciti a cambiare la mentalità di poche persone. Stiamo collaborando con il conservatore e altre realtà sia locali che europee su entrambi questi fronti. Essendo l’Uzungwa#Scarp una Riserva Naturale ancora giovane la strada verso la protezione totale è ancora lunga, ma si fanno passi avanti ogni giorno. La scorsa settimana un gruppo di ranger dell’ufficio del Conservatore, aiutati dalle coordinate GPS da noi fornite, è riuscito a raggiungere e distruggere diversi siti di attività illegali (bracconaggio e taglio alberi) in cui ci eravamo imbattuti nel nostro ultimo giro in foresta. Nessuno è stato ferito, ma#la legge è stata applicata e ai trasgressori è stato fornito un’importante suggerimento, che farebbero bene a seguire: l’Uzungwa Scarp è un’area protetta, lasciatela in pace!»I ricercatori hanno deciso di allungare ancora un pochino#questa stagione#di campo «per raccogliere un set di dati più completo al fine di ottimizzare il raggiungimento nostro obiettivo finale: l’elaborazione di un piano d’azione per la gestione della conservazione degli anfibi in Usfnr».Il progetto Chura puà essere sostenuto donando alla #campagna di#crowdfunding#e condividendo le notizie sul progetto «Anche l’importo più piccolo sarà utile», conclude il team di Chura.L'articolo Chura: una ricercatrice italiana vuole salvare rane e foreste di un hot spot della Tanzania (FOTOGALLERY e VIDEO) sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.


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