[Consumo di carburante] 15 gennaio 2015 – Con piacere oggi inauguro la mia rubrica su FormulaPassion.it per seguire l’evoluzione della nuova stagione sportiva che tra due mesi prenderà avvio con il Gran Premio d’Australia. Purtroppo quello del 2015 sarà un campionato che non vedo bene, perché il regolamento è lo stesso dello scorso anno, ricalcando tutti i limiti che provengono dalle norme “intoccabili” sui consumi. In particolare sul controllo del flusso di carburante.La recente proposta fatta dalla Federazione dovrebbe prevedere un cambiamento correttivo tra il 2016 e il 2017, il che significa doverci aspettare per i prossimi campionati una versione fotocopia del 2014, cioè disastrosa per gli spettatori. (Nella foto a destra, Enrico Benzing con Patrick Tambay)Temo che gli appassionati si stancheranno sempre più di dover assistere a gare che non capiscono, perché fortemente condizionate da regole che privano i progettisti della necessaria libertà. Se non c’è libertà, non c’è ricerca e quindi non c’è sviluppo. La ricerca tecnologica non è attuabile a causa del blocco di qualsiasi aggiornamento tecnico, compresi i motori omologati: roba da Gran Turismo! La Formula 1 deve ritornare ad essere la massima espressione della ricerca e dell’evoluzione, riferita ai temi specifici che la distinguono da tutte le altre formule. Proprio nel termine “formula” è racchiuso sinteticamente il tema in evoluzione, concentrato in pochi elementi, quali possono essere la cilindrata, il peso o l’aerodinamica dell’autoveicolo.Con l’omologazione di tutte le parti che costituiscono una vettura di Formula 1 – specificate in un corposo regolamento, la cui interpretazione è veramente difficile – si priva il progettista della necessaria libertà e si impedisce al grande pubblico di appassionati di comprendere ogni evoluzione tecnica. I motori che da 700 cavalli sono passati anno dopo anno a una potenza di oltre mille, rappresentavano per tutti la cifra comprensibile dell’evoluzione, sulla base dello stesso tema tecnico. Questi aspetti appassionavano realmente il pubblico, che ha una sua – chi più, chi meno – dignitosa competenza, ovvero una conoscenza maturata durante l’evoluzione dello stesso campionato, del ciclo di gare e dell’intera formula. Se la gente non può comprendere tutto questo, l’interesse è destinato a scendere sino a scomparire.Questi aspetti pare non interessino all’attuale governo della Formula 1, organismo votato prima di tutto a generare ricavi enormi e sicuri. Avere come prospettiva la conferma di un prolungato dominio, in più stagioni sportive, di un “team” grazie a norme non modificabili – norme che hanno generato da subito un divario prestazionale enorme, quasi si trattasse di due diverse categorie impegnate nello stesso campionato – significa che non si vuole modificare l’evidente sbilanciamento delle forze in campo, venutosi a creare per effetto di regole che negano la libertà necessaria per progredire. Favoritismo pianificato a tavolino, con l’alibi di un regolamento accettato all’unanimità, quindi unanimità necessaria per qualsiasi successiva modifica?So bene di cosa parlo. Ho vissuto le problematiche della gestione e dell’interpretazione dei regolamenti in qualità di membro della Commissione Tecnica della Federazione Internazionale dell’Automobile – la Fia – dal 1978 al 1981, dove sono stato chiamato con il compito di trovare alternative tecniche adeguate all’utilizzo delle cosiddette “minigonne”, soluzione che caratterizzava in modo importante il comportamento aerodinamico delle monoposto dell’epoca.La norma che oggi considero la più deprecabile, è quella – già molto discussa – relativa al carburante. Non trovo “corretto” imporre un quantitativo di carburante in base al peso (100 chilogrammi per Gran Premio), con una portata di 100kg/ora, misurata in litri a mezzo di un debimetro e tradotta in chilogrammi, senza dichiarare il valore del peso specifico della benzina utilizzata. Questo significa che in qualsiasi momento è possibile modificare gli indici da litri in chilogrammi… Perché questo valore viene tenuto segreto?Esaminando ad ogni gara un campione di carburante sarebbe possibile conoscere il peso specifico – chilogrammi per litro – impropriamente detto “densità”. Il controllo in tempo reale sul consumo avviene attraverso il debimetro montato sulla monoposto, in termini di volume. Tra queste norme – Articolo 19 – il regolamento non prescrive più, come un tempo, anche il valore della densità della benzina, che all’inizio degli anni ’90 andava da 0,70 a 0,79 kg/litro, norma stranamente cancellata. Con i motori turbo 1.500 cm³ di cilindrata, si era giunti a 0,80 kg/litro e oltre. Oggi cosa cambierebbe se per un Gran Premio venissero imposti 130 litri anziché 100 chili? Tanto più che il grande pubblico non è in grado di valutare il potere energetico della benzina determinato dalla sua densità.Cambiare la regola non è possibile, se non in presenza di un assenso unanime delle squadre, quindi la situazione non muterà per almeno due anni – tempo di preavviso minimo per modifiche al regolamento – lasciando veramente molti dubbi a noi tecnici e non solo a noi, in quanto 100 kg di benzina possono permettere volumi da 133 a 140 litri a seconda del peso specifico. Con quale criterio viene scelto# il valore del peso specifico utilizzato da inserire nelle centraline delle vetture?Per fugare eventuali altri dubbi: è escluso che si possa cambiare rapidamente la densità della benzina, in quanto è un parametro fondamentale – quindi non facilmente modificabile – necessario al motorista per l’efficacia della combustione. Se un fornitore di carburante dichiara una densità di 0,75 kg/litro, durante un Gran Premio quale parametro viene utilizzato dai commissari per verificare il consumo? La Red Bull al primo appuntamento del campionato 2014 – Gran Premio d’Australia – è stata squalificata. Si era anche lamentata per il funzionamento del debimetro…

[Consumo di carburante] 15 gennaio 2015 – Con piacere oggi inauguro la mia rubrica su FormulaPassion.it per seguire l’evoluzione della nuova stagione sportiva che tra due mesi prenderà avvio con il Gran Premio d’Australia. Purtroppo quello del 2015 sarà un

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