[Rassegna stampa] 12 gennaio 2015 – Due milioni#di persone ieri in piazza a Parigi. 45 tra capi di Stato e di governo, 5500 poliziotti e 1300 militari. E’ stata la risposta di una Parigi blindata per rispondere agli attacchi terroristici con una marcia repubblicana. Continua la caccia a Hayat Boumeddiene, la compagna di Amedy Coulibaly che sarebbe in Siria dai primi giorni di gennaio. Restano alti i rischi per nuovi attentati da parte del terrorismo islamico.
“[...] Arrivederci alla prossima strage. Arrivederci a quando il sangue farà essere tutti facilmente solidali. Tutta quest’attenzione, tutta la vicinanza si stempererà, si annacquerà e ci ritroveremo alla prossima strage tutti abbracciati e convinti che la libertà d’espressione va difesa come origine d’ogni altro nostro diritto. Ma sino ad ora dove sono stati tutti? Mi ha impressionato la frase profetica che aveva pronunciato il direttore di Charlie: “Non ho paura delle rappresaglie. Non ho figli, non ho una moglie, non ho un’auto, non ho debiti. Forse potrà suonare un po’ pomposo, ma preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio”. Sembra la dichiarazione di un monaco guerriero, di un volontario, di chi sa che ogni propria scelta può ricadere su chi gli sta intorno. Charb, Stéphane Charbonnier, disegnava vignette, era direttore di una rivista d’essai di satira. Eppure le sue parole sembrano quelle di un soldato che va a combattere, di un medico che parte in missione sanitaria per luoghi contagiosi [...]“.
Roberto Saviano – La Repubblica“[...] «Il giorno in cui la Francia tremerà». Era stato un libro di successo, dieci anni fa. E purtroppo c’è da dire che i due autori Stéphane Berthomet e Guillame Bigot, l’uno esperto poliziotto addetto a servizi antiterrorismo, l’altro storico e saggista di successo, avevano visto lontano. Berthomet e Bigot avevano scritto assieme questo pamphlet sull’onda dell’emozione per la strage dell’11 Settembre 2001 e soprattutto per le bombe di Madrid. Ancora non c’erano stati gli attentati alla metropolitana di Londra, ma i parigini sentivano anch’essi il pericolo nell’aria e in massa si erano precipitati a leggere quello che poteva capitare anche a loro. I segnali premonitori erano stati messi in ordine tutti quanti [...]. Berthomet e Bigot nel 2005 scrivevano: «I media regolarmente rilanciano l’eco di minacce d’attentato sul nostro territorio. Secondo alcuni, ci sono dei fanatici, invisibili nelle nostre banlieus, che sarebbero pronti a colpire al cuore delle città. Per altri, queste voci sono rivelatrici di un’invincibile paranoia. A chi credere tra chi lancia allarmi e chi denuncia le manipolazioni?». Già, a chi credere? Con il senno di poi, abbiamo visto che in Francia c’erano eccome terroristi islamici pronti a fare strage di cittadini comuni in nome dei loro sacri ideali [...]“.
Francesco Grignetti - La Stampa[...] “Il Vaticano è il prossimo obiettivo dell’Isis”. E l’Nsa avverte: “Commandos terroristici sono diretti in Europa camuffati come rifugiati”. Il Califfo Abu Bakr Al Baghdadi e i suoi miliziani dello Stato islamico vogliono colpire il Vaticano. I servizi segreti americani e israeliani hanno avvertito papa Francesco che la Santa Sede è il prossimo bersaglio negli obiettivi della lista dell’Isis. L’inquietante rivelazione dell’esperto di questioni mediorientali della tv di Stato israeliana Canale 1 Oded Granot, è stata subito confermata dall’intelligence italiana alla quale Mossad e Cia avrebbero inviato nei giorni scorsi informative in cui si analizzano i possibili scenari, senza però indicare elementi concreti di rischio [...]. E lo stesso leader dello stato islamico Abu Bakr al Baghdadi, nel luglio scorso, aveva pronunciato un discorso con il quale annunciava ai suoi seguaci la volontà di “conquistare Roma”. Ecco perchè, dicono gli 007, nelle analisi che vengono costantemente aggiornate e nelle informative arrivate negli ultimi giorni dal Mossad e dalla Cia, il Vaticano continua ad essere indicato come un obiettivo possibile [...].
Sergio Rame – Il Giornale“[...] Parigi il primo di una serie di attentati in Europa, da informazioni raccolte dall’agenzia americana Nsa. “Nelle intercettazioni è stato fatto anche il nome di Roma – si legge sul tabloid tedesco – piani concreti tuttavia non sono noti. Commandos terroristici costituiti da 4 unità sarebbero diretti in Europa, talvolta camuffati come rifugiati”. Il generale Michael Flynn, a capo fino ad agosto scorso dei servizi segreti militari americani, che avverte: “Attentati del genere non dovrebbero meravigliarci. Ne vedremo degli altri”. Andrew Parker, capo dei servizi segreti britannici MI5: “è cresciuto il rischio di un attentato con numerosi morti”. I servizi britannici avrebbero avvertito i colleghi europei del rischio di attentati sugli aerei con un tipo di esplosivo non rilevabile dai metal detector. Al Qaeda avrebbe pubblicato rapporti dettagliati di bombe di questo tipo in internet [...].
Bild am Sonntag

“[...] E’ partita per la Siria, Maria Giulia Sergio, ora Fatima Az Zahra, con l’obiettivo di combattere a fianco delle milizie dello Stato Islamico dell’Isis: la ventisettenne originaria di Torre del Greco (Napoli)#si augurava “la vittoria sui miscredenti” in nome di “Allah” sul suo profilo Facebook [...] Maria Giulia ‘Fatima’#ha utilizzato la sua pagina del #social network per invocare il Profeta e chiedere di concedere la vittoria sugli infedeli.#L’ultimo post della ragazza, che si è convertita all’Islam assieme a tutta la sua famiglia (padre, madre e sorella che vivono ad Inzago), risale al 19 novembre 2013. Poi più nulla. Fatima, dopo aver sposato prima un marocchino e poi un albanese e dopo aver frequentato la moschea di Treviglio (Bergamo) e aver vissuto anche in Toscana, sarebbe partita da Roma con un aereo diretta ad Istanbul. Dalla città#turca, dopo aver attraversato il confine, avrebbe raggiunto la Siria per unirsi ai fondamentalisti dell’Isis [...].
Il Fatto Quotidiano

[Rassegna stampa] 12 gennaio 2015 – Due milioni#di persone ieri in piazza a Parigi. 45 tra capi di Stato e di governo, 5500 poliziotti e 1300 militari. E’ stata la risposta di una Parigi blindata per rispondere agli attacchi

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