12 gennaio 2015 – Continua a creare accesi dibattiti il nuovo sistema di punteggio adottato dalla FIA per il rilascio della Superlicenza, attestato fondamentale per prendere parte alle gare di Formula 1. A esprimere alcuni dubbi sul nuovo sistema, stavolta, è stato David Coulthard. Prosegue senza sosta la ridda di commenti attorno ai nuovi criteri di assegnazione della Superlicenza FIA (qui l’articolo completo), il patentino che consente ai piloti di Formula 1 di correre nel massimo campionato automobilistico. Dopo le lamentele sollevate dalla Renault, che avrebbe chiesto dei chiarimenti alla Federazione sulle ragioni del declassamento dei propri campionati a ruote scoperte, anche David Coulthard ha espresso alcune perplessità circa il nuovo sistema voluto da Jean Todt per evitare il ripetersi di altri “casi Verstappen”. Parole che si sommano, tra l’altro, a quella di Gary Paffet (qui), recentemente soffermatisi proprio sulle criticità del regolamento che entrerà in vigore a partire dalla stagione 2016.L’ex pilota scozzese fresco vincitore della Race of Champions, ha parlato delle nuove restrittive norme in occasione dell’Autosport International Racing Car Show di scena a Birmingham in questo week-end. “La regola non dovrebbe essere al sicuro, d’altronde – ha spiegato l’ex portacolori Williams, McLaren e Red Bull nel corso del suo intervento alla fiera motoristica britannica – non era mai stata toccata prima d’ora. Vengono assegnati punti per un campionato che non esiste ancora e che ne prenderà molti di più di altri già esistenti. Penso che bisognerà aspettare un po’ di tempo per capire come funzioneranno le cose”.Chiaro è il riferimento alla Formula 2, campionato FIA miseramente fallito a fine 2012 e che adesso la Federazione vorrebbe riesumare attribuendogli i galloni della serie propedeutica di punta. Per Coulthard, però, vi sono anche altri possibili punti critici, giacché aumenterebbero le difficoltà nel promuovere rapidamente i giovani più talentuosi: “Diciamo che se ci fossero dei piloti che sembrano essere eccezionali, non sarebbe giusto restringere le loro possibilità di partecipare alla Formula 1. Talvolta capita che non tutti riescano a completare i campionati e che quindi non siano in grado di vincerli sebbene abbiano dimostrato durante la stagione di essere più promettenti di quelli che vincono”.E poi c’è la questione che ha fatto infuriare la Renault (qui per l’articolo), che ha visto i propri campionati di colpo declassati, nonostante fosse praticamente unanime il riconoscimento della loro ruolo di valide alternative alla GP2 e alla Formula 3. “Non ho analizzato attentamente la situazione, ma sembra che abbiano creato un sistema che favorisca alcune serie a scapito di altre. Avendo assistito ad alcune gare delle categorie minori, avrei personalmente distribuito i punti in maniera diversa. Credo che alcuni campionati meritassero più punti di quelli che gli sono stati attribuiti. Detto questo – ha concluso il quarantatreenne di Twynholm – la FIA non deve accontentare tutti ma creare un sistema per cui sia necessario raggiungere un certo livello di successo per avere l’opportunità di arrivare in Formula 1. Quindi diciamo che concordo con il concetto di base”.

12 gennaio 2015 – Continua a creare accesi dibattiti il nuovo sistema di punteggio adottato dalla FIA per il rilascio della Superlicenza, attestato fondamentale per prendere parte alle gare di Formula 1. A esprimere alcuni dubbi sul nuovo sistema, stavolta,

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