11 gennaio 2015 – Fra i sostenitori del nuovo sistema a punti per l’attribuzione della superlicenza c’è anche il britannico Dean Stoneman, il quale ritiene che i giovani piloti debbano acquisire esperienza per alcune stagioni nelle serie minori prima di approdare in F1.Il venticinquenne originario di Southampton, che nel 2010 trionfò nel campionato di F2, è rimasto assente per due anni dalla scena agonistica a causa di un cancro che l’ha costretto a smettere di correre. Sconfitta la malattia, Stoneman è tornato a gareggiare nel 2013 nella GP3 Series, dove ha colto subito un podio in occasione della sua seconda gara ad Abu Dhabi, mentre nel 2014 ha ottenuto ben cinque successi, due in più del vincitore del campionato, il connazionale Alex Lynn. Al momento il pilota inglese sta ancora valutando alcune opportunità in vista del 2015, anche se, nonostante due stagioni perse, la sua ambizione resta quella di arrivare ad ottenere un volante in F1. “Quella dell’anno scorso è stata una grande stagione, poiché grazie alle ultime due gare dell’anno, sono rimasto in lotta per il titolo della GP3 fino all’ultima sessione di qualifiche del 2014 – ha dichiarato Stoneman a Crash.net“Ho visto la GP3 come un’opportunità biennale e, dopo aver sconfitto il cancro, volevo che il primo anno mi fosse utile per ritrovare un certo feeling. Sono contento di come sono andate le cose perché, dopo l’arrivo al Koiranen GP e il secondo posto in classifica, ho dimostrato di poter essere ancora veloce“.Tuttavia, con la struttura a punti promossa dalla FIA per l’attribuzione della superlicenza, Stoneman avrà ancora bisogno di una stagione in una serie minore prima di poter beneficiare dei criteri richiesti dalle nuove norme. Però, nonostante questo, il venticinquenne inglese ritiene la regola giusta e si dimostra scettico nei confronti del debutto di Max Verstappen in F1 a soli diciassette anni. “L’anno scorso stavo parlando con qualcuno che mi disse: ‘La F1 è un sogno e le possibilità di arrivarci sono una su un milione’. Ma guardate Max Verstappen, lui non ha dimostrato nulla. D’accordo, è veloce, ma è ancora relativamente sconosciuto agli alti livelli. Non è una cosa ingiusta, perché ovviamente è bravo, ma saltare così tante categorie in un sola volta non è giusta. Dovrebbe mantenere il suo contratto in F1, ma potrebbero fargli disputare un paio di stagioni in GP3 o GP2 per costruirsi un percorso prima della promozione. Penso che si dovrebbe dare ai giovani piloti la possibilità di fare il passo X, Y e Z, invece che arrivare direttamente dalla F3 alla F1. Così si ha l’opportunità lavorare su una graduatoria”.

11 gennaio 2015 – Fra i sostenitori del nuovo sistema a punti per l’attribuzione della superlicenza c’è anche il britannico Dean Stoneman, il quale ritiene che i giovani piloti debbano acquisire esperienza per alcune stagioni nelle serie minori prima di

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