[Rileggendo la storia] 8 gennaio 2015 – Dal Corriere della Sera una delle tante e belle pagine di Nestore Morosini sul mondo delle corse. In questa – pubblicata nell’autunno 2000 – si racconta del rapporto tra Enzo Ferrari e i suoi piloti, svelando una precisa volontà del Drake su Villeneuve: non avrebbe rinnovato il contratto con Gilles alla fine della stagione 1982, circostanza che ci riporta alla mente lo stato d’animo del conduttore canadese nella gara di Imola e# al successivo appuntamento per il Gran Premio del Belgio a Zolder…
«Un padrone delle ferriere. Era questo il modo singolare, ma per certi versi affettuoso, con cui Clay Regazzoni amava definire Enzo Ferrari. E che il Drake fosse un vero padrone, e fatto che nessuno dei piloti che hanno fatto tappa a Maranello puo mettere in discussione.Era lui, Ferrari, che stabiliva simpatie e antipatie, ordini e concessioni, stipendi e provvigioni. Su una cosa soltanto non concedeva margini neppure a se stesso: il valore di chi correva per lui. A patto, però, che il nome del pilota non avesse il sopravvento, nella popolarità, sul nome delle macchine (foto sopra: Mario Andretti, Ignazio Giunti, Enzo Ferrari, Clay Regazzoni a Maranello; anni ’70).Fra Enzo Ferrari e i suoi piloti ci fu spesso conflitto. Poteva essere acre, come quello che s’instaurò con Gigi Villoresi, uno dei più popolari corridori degli anni immediatamente prima e dopo la seconda guerra mondiale che il Drake, tecnicamente, reputava uno dei migliori. Parlando di Villoresi, Ferrari non usò mai perifrasi per andare direttamente alla fonte del conflitto: il tradimento che Gigi consumò quando disse ‘Ferrari non conosce la parola grazie’. Il tempo stemperò questo conflitto, che del resto Villoresi mai negò. E, alla fine, i due divennero quasi amici (foto sotto: Gigi Villoresi su Maserati, Silverstone 1948).Per Ferrari, gli ordini ai piloti furono sempre tassativi. Ricordava il novantenne pesarese Dorino Serafini, scomparso qualche mese fa: ‘Prima della Mille Miglia, che subito dopo la guerra era la massima competizione automobilistica italiana, mi chiamò nel suo studio e mi disse: si ricordi, Serafini, che i clienti della Casa vengono prima dei piloti ufficiali’. Un gravissimo incidente, l’anno dopo, tarpò a Dorino Serafini la carriera in Formula 1 (foto sotto: Dorino Serafini Osca 1100, Mario Tadini Ferrari 166c, Circuito del Garda 1949).Arrivando a tempi piu recenti, il pilota che piu affascinò Enzo Ferrari fu Niki Lauda. Fortemente parsimonioso e terribilmente abile nella trattativa economica, in cui eccelleva peraltro anche il Drake, Niki racconta che Ferrari ad un certo punto gli affibbio un curioso soprannome: ‘Mi chiamava ebreo, probabilmente perchè mi riteneva anche un buon commerciante della mia professionalità. E una volta, a tavola, litigammo sull’ingaggio del 1976. Lui mi disse: non ti do una lira di piu dell’anno scorso, un pilota dovrebbe essere contento solo per guidarla una Ferrari. Gli replicai: voglio 300 mila dollari. Sacramento, parolacce a gogo: poi ci accordammo per 280 mila’.Ma Ferrari, con Lauda, ebbe un tremendo conflitto. A fine luglio 1977, quando l’ex campione del mondo aveva gia firmato per la Brabham Alfa Romeo, Ferrari rivelò un’ammissione di Lauda: ‘Fino a quando lei sara vivo io guidero per lei’, questo disse Niki al Drake, nel frattempo da dieci anni ingegnere honoris causa.Ma alla fine di agosto, Lauda si recò a Maranello e disse a Ferrari che non avrebbe guidato più le sue macchine. ‘Se Lauda fosse restato con noi avrebbe almeno eguagliato il record di Fangio di cinque titoli mondiali vinti’, confessò Ferrari tempo dopo. Non perdonò mai Lauda e non lo rivolle in Ferrari quando l’austriaco si offerse. Il perdono arrivò anni dopo, poco prima della morte del Drake.L’ultimo pilota, nella classifica degli amori tecnici di Enzo Ferrari, fu Gilles Villeneuve. Il Grande Vecchio era un umorale, quando Lauda lo lasciò fece una scommessa con se stesso: prender un signor nessuno e portarlo al titolo mondiale. Non ci riuscì, perchè Gilles era genio e sregolatezza: ma ci andò vicino. E forse ci sarebbe riuscito se Gilles, l’8 maggio 1982, non fosse scomparso a Zolder, in Belgio: quell’anno, la Ferrari era davvero forte, quasi imbattibile. Ma, pochi lo sanno, Ferrari aveva gia deciso: a fine stagione non avrebbe rinnovato il contratto con Gilles Villeneuve.»Nestore Morosini, Corriere della Sera



[Rileggendo la storia] 8 gennaio 2015 – Dal Corriere della Sera una delle tante e belle pagine di Nestore Morosini sul mondo delle corse. In questa – pubblicata nell’autunno 2000 – si racconta del rapporto tra Enzo Ferrari e i

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