5 gennaio 2015 – Mancano poche settimane al primo test sulla pista di Jerez e i regolamenti sui motori sono ancora l’anello debole del campionato che inizierà a marzo in Australia e più ancora lo sono in relazione a quanto potrebbe succedere da qui al 2016.Un’incertezza sul futuro che continua a regnare sovrana: l’ultimo correttivo, applicato in occasione della riunione tenutasi lo scorso 18 dicembre a Ginevra, riguarda il così detto “unfreeze” legato ai propulsori che scenderanno in pista in questa stagione. Niente di particolare, se non il decadimento del vincolo temporale che imponeva ai produttori di spendere tutti e 32 i gettoni a disposizione entro la data del 28 febbraio. Termine che, dopo l’osservazione fatta in merito da James Allison si è rivelata un’arma a doppio taglio per la Honda, la quale, a differenza dei rivali, dovrà invece rispettare il vincolo in calendario come successo agli agli altri dodici mesi fa quando vennero introdotti per la prima volta i V6 ibridi. In ogni caso, va detto che i motoristi giapponesi hanno potuto lavorare e potranno operare fino alla fine di febbraio non solo sul 48% del propulsore come accade per Mercedes, Ferrari e Renault, ma sul 100% delle sue componenti visto che la loro power unit non è stata ancora ufficialmente omologata. Una volta bloccata la specifica la Honda si adeguerà al resto del gruppo e ne seguirà il destino quanto a numero di gettoni utilizzabili a partire dalla stagione 2016: 25 corrispondenti al 38% delle parti del motore. Il tutto, come detto, se lo Strategy Group non deciderà prima sovvertire le norme attuali in virtù delle proposte attese per fine gennaio, termine entro il quale dovranno essere presentate e verranno poi vagliate.Detto questo, secondo quanto scriveva ieri sulle sue pagine il quotidiano Il Corriere dello Sport, la McLaren e la Honda sarebbero pronte a presentare domani, in occasione di un meeting fra i quattro costruttori di motori a Ginevra, una richiesta formale alla FIA riguardante la possibilità di adeguarsi agli altri nello sviluppo della power unit durante il campionato.# Al di là dei problemi di gioventù finora incontrati dal V6 giapponese, la possibilità di lavorare nel corso dei mesi potrebbe consentire l’applicazione di determinati correttivi che, altrimenti, dovrebbero slittare per forza alla fine dell’anno. Infatti, se verrà confermato quanto scritto nella nota inviata ai team da Charlie Whiting nei giorni precedenti le feste natalizie, dopo il 28 febbraio la Honda potrà intervenire sul suo motore solo nel caso di una conclamata mancanza di affidabilità. Cosa avvenuta lo scorso anno per tutti e tre i produttori impegnati nel Circus, Mercedes compresa. Ma se i nuovi arrivati potrebbero partire con un handicap considerevole nei confronti degli avversari, anche chi ha inseguito la Mercedes per tutto il 2014 è consapevole del fatto che sarà difficile chiudere# già quest’anno il gap con le Frecce d’Argento. Spalmare i gettoni significa avere l’opportunità di gestirli nell’arco dei mesi, ma non è detto che questi siano sufficienti per effettuare tutte le modifiche del caso. Il 2 gennaio, Auto Motor und Sport aveva riportato un’indiscrezione sulla situazione: Ferrari avrebbe già usato 27 dei 32 gettoni, così come la Mercedes, mentre Renault starebbe ancora attendendo i componenti allo studio presso la Ilmor per poi fare il conto di quanto le resta.I francesi, che devono sviluppare il loro V6 sulla base di quello che tanti problemi aveva dato all’inizio della passata stagione, si sono legati all’azienda di Mario Illien proprio per usufruire dell’esperienza di quest’ultimo il quale sarebbe al lavoro sulla componente meccanica delle testate, dello scarico e dell’iniezione. Tuttavia, i gettoni a disposizione (32) non sarebbero sufficienti per apportare tutte quelle migliorie che si vorrebbero applicare, compresa quella relativa alla separazione del turbo dal compressore, così come aveva fatto la Mercedes nel 2014. A tutto questo va aggiunta un’altra indiscrezione, che a dire il vero circola ormai da qualche mese, secondo la quale l’evoluzione 2015 della power unit della Stella a tre punte sarebbe in grado di esprimere una potenza di circa 40/50 cavalli in più rispetto a quella che ha consentito a Hamilton di aggiudicarsi il suo secondo titolo iridato. Sempre Auto Motor und Sport riferisce che i tecnici di Brixworth avrebbero calcolato che tale vantaggio corrisponderebbe ad un incremento delle prestazioni che vanno da 1 a due secondi al giro. Alla luce di quanto emerso finora, potrebbe essere davvero difficile per gli avversari riuscire a mettere pressione sulle monoposto di Brackley, anche se la pianificazione della Ferrari pare sia a lungo termine per quanto concerne alcuni aspetti legati allo sviluppo del propulsore.Un’altra interessante lettura su quanto potrebbe avvenire con l’introduzione del regime di “unfreeze” nel 2015 è arrivata dal giornalista inglese James Allen che, grazie al supporto del consulente tecnico Dominic Harlow, ha sviluppato sul suo blog alcuni temi legati alle tempistiche di impiego dei nuovi propulsori. In tal senso non sarebbe da escludere che i tre costruttori che possono usufruire della finestra di sviluppo inizino il campionato con i motori 2014, mentre i nuovi potrebbero arrivare entro la gara di Barcellona: ovvero la quinta in calendario e solo nel momento in cui saranno affidabili e superiori nelle prestazioni rispetto agli attuali. Ciò significherebbe utilizzare una sola power unit di vecchia generazione per ogni pilota sulle quattro che avranno a disposizione, in modo tale avere# la possibilità di mettere a punto gli sviluppi in una finestra extra compresa fra le otto e le dieci settimane. Tuttavia anche questa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio per due motivi: il primo riguarda il fatto che una volta introdotta la nuova specifica del propulsore i team non potranno più utilizzare la vecchia e il secondo è quello relativo alla questione affidabilità. Infatti se uno dei vecchi motori dovesse rompersi durante i primi Gran Premi nei quali viene utilizzato ciò richiederà l’impiego di un secondo esemplare della specifica 2014. Un fatto che porterebbe a due su quattro i propulsori 2015 utilizzabili nel momento in cui verranno introdotti e che potrebbe tradursi in una penalità da scontare a fine anno. A questo proposito va detto che dal 2015 se un pilota sarà costretto a sostituire l’intero motore non sarà più obbligato a partire dalla pit lane, ma le novità regolamentari gli daranno l’opportunità di farlo dal fondo della griglia come nel caso di una sostituzione parziale.

5 gennaio 2015 – Mancano poche settimane al primo test sulla pista di Jerez e i regolamenti sui motori sono ancora l’anello debole del campionato che inizierà a marzo in Australia e più ancora lo sono in relazione a quanto

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