1 gennaio 2015 – Mancano ancora due mesi e mezzo al primo Gran Premio dell’anno a Melbourne ma nel giro di poche settimane saremo in pieno clima Formula 1, tra le presentazioni delle nuove monoposto e i test invernali che scatteranno il 1° febbraio a Jerez. Quasi mezzo secolo fa, invece, team e piloti erano al lavoro anche il 1° gennaio, quando la stagione si inaugurava nel pieno dell’estate sudafricana.
Si disputa a East London l’1/1/1965 il terzo gran premio del Sudafrica. Dopo le due edizioni di fine dicembre che chiusero il campionato nel 1962-1963, la 132esima gara del Mondiale di Formula 1 è in assoluto la prima a disputarsi il primo giorno dell’anno.
Il fresco campione del mondo, John Surtees, su Ferrari, si presenta al via della stagione con i favori del pronostico. Ma il Sudafrica è terra di Jim Clark, già vincitore nel 1963 e desideroso di riprendersi lo scettro iridato conquistato proprio due anni prima. In Sudafrica fa il suo debutto un 26enne scozzese,#Jackie Stewart, compagno di squadra di Graham Hill in BRM, destinato a lasciare presto segno del suo passaggio. Esordio in forze anche per la#Goodyear, che fornendo gli pneumatici alla Brabham rompe il monopolio Dunlop.

Previsti 85 giri per 333 Km circa.#L’ultima sessione di qualifica dell’anno solare 1964 aveva regalato la pole a Clark, con nove decimi su Surtees e 1”1 su Brabham.
Gara regolare e senza incidenti, temperatura intorno ai 23° e qualche goccia di pioggia a far capolino solo negli ultimi giri. Davanti agli oltre 50.000 spettatori assiepati sulle tribune, Clark si invola dalla pole, mentre alle sue spalle si giocano il podio Spence, Surtees e Hill, con questi ultimi due che passano l’alfiere della Lotus a una ventina di giri dal termine. Clark ha un vantaggio abissale e, anche se la bandiera a scacchi viene sventolata con un giro di anticipo con lo scozzese a percorrere quindi ad andatura ridotta quello che crede essere il suo giro d’onore, taglia nuovamente il traguardo da trionfatore, dopo una gara passata sempre al comando. Seguono, staccato di 29 secondi Surtees e di 31”8 Hill. Completano la top six (a quasi un minuto)#Mike Spence, compagno di squadra di Clark e secondo fino al 59° giro, il doppiato McLaren (su Cooper) e Stewart su BRM (a due giri).
Per Clark è l’inizio di un’altra stagione da dominatore: la Lotus 33 è una vettura formidabile ed escludendo la gara di Montecarlo, che salta in quanto impegnato a disputare la 500 Miglia di Indianapolis, l’inglese vince tutte le successive 5 gare, aggiudicandosi il titolo nonostante il 10° posto di Monza e il doppio ritiro negli Stati Uniti e in Messico.

Passano tre anni, siamo al 1° gennaio 1968, cambiano gli avversari, cambia la pista, ma il vincitore della gara del primo dell’anno è sempre lui, Jim Clark al volante della sua Lotus (motorizzata Ford dal GP d’Olanda dell’anno prima).
Il circus si è trasferito nel 1967 a Kyalami, 25 Km da Johannesburg e 1.500 metri di altitudine. 80 i giri previsti per quasi 330 Km. La pole è ancora una volta di Clark (la 33esima della carriera, solo Senna nel 1989 riuscirà a raggiungerlo), che piazza la sua Lotus 45 davanti al compagno di squadra Hill (a 1” netto) e Jackie Stewart sull’esordiente Matra. Il campione del mondo uscente, Denny Hulme, passato alla McLaren non va oltre la nona piazza a 2”4. Ferrari al 7°, 8° e 11° poto con de Adamich, Amon e Ickx.

Al via le Lotus scattano lentamente e Stewart si porta in testa, ma già al secondo passaggio Clark ristabilisce le gerarchie. A metà corsa Clark ha un vantaggio di 24 secondi su Hill. Poco dopo, al 43° giro, sulla Matra di Stewart scoppia un incendio e lo scozzese deve ritirarsi. Completa il podio Rindt su Brabham a 31”. Amon (Ferrari), Hulme (McLaren) e Beltoise (Matra) completano la top six ma con due giri di ritardo.
La gara è segnata dall’incidente accorso al 2° giro a Ludovico Scarfiotti per una perdita d’olio che ha fatto sbandare e uscire di strada la Cooper-Maserati dell’italiano ormai in fiamme: Scarfiotti trasportato in elicottero all’ospedale di Johannesburg, se la cava con bruciature di primo grado e una prognosi di 15 giorni. Gara da dimenticare anche per Stewart e per Ickx, che festeggia nel peggiore dei modi il suo 23° compleanno ritirando si al 47° giro per una perdita d’olio.
Vincendo in Sudafrica, Clark sigla una serie di record destinati a durare: tra questi, ottiene il 28° gpv (record già suo e rimasto imbattuto fino al 1989), il 25° successo della carriera, come mai nessuno in 28 stagioni di Formula 1 era mai riuscito a fare fino a quel momento e riuscirà a fare per altri cinque anni (Fangio si era fermato a 24, Stewart arriverà a 25 nel 1973).
Sarà questa l’ultima gara di Jim Clark, campione del mondo 1963 e 1965. Tre mesi dopo, il 7 aprile 1968, quando mancano ancora cinque settimane alla seconda gara della stagione in Spagna, Jim Clark muore sul circuito di Hockenheim: la posteriore destra si sgonfia nel corso del quinto giro della gara di Formula 2 e lo scozzese si schianta contro gli alberi ai margini della pista. La Formula 1 perde uno dei suoi più grandi campioni.



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