29 dicembre 2014 – È stato un anno difficile per Jorge Lorenzo: prime gare da dimenticare, un Marquez imprendibile e subito in fuga, un Valentino Rossi molto più competitivo del 2013, poi un finale in crescendo, nove podi consecutivi, la lenta risalita in classifica, le due vittorie ad Aragon e in Giappone, un Rossi tornato nel mirino e l’errore strategico nella gara finale di Valencia a condannarlo a un terzo posto nella generale, con 263 punti, 32 in meno del compagno di squadra.In una lunga intervista concessa al settimanale spagnolo Solo Moto, riportata oggi da Paolo Scalera sul Corriere dello Sport, Lorenzo è partito dall’inverno 2013/2014 per spiegare le ragioni di una partenza così in salita, ribadendo di aver sbagliato “totalmente” il programma di allenamento.#Le conseguenze si sono viste subito: caduta a Losail, Qatar, prima tappa del campionato, come da tradizione in notturna e decimo posto, dopo una falsa partenza, ad Austin: “È stato un disastro. Dopo le prove mi ero reso conto di essere il peggiore dei quattro piloti Yamaha”, ha ricordato parlando di Losail. “Dopo tre giri ero stanco e per di più non riuscivo ad adattarmi ai nuovi pneumatici Bridgestone, più duri. [...] Non ho calcolato però che di notte su quella pista la temperatura cala rapidamente e che le gomme erano più dure del 2013. Ma non avrei vinto lo stesso. [...] In Texas la situazione era la stessa. Sapevo di non poter correre per vincere”.Il 2015 dovrà essere l’anno della riscossa, con Lorenzo chiamato a contenere il ciclone Marquez che sta facendo sembrare preistoria i suoi due mondiali vinti nel 2010 e nel 2012. A dispetto dell’età, anche Rossi potrà essere della partita (“Avrà trentasei anni ma potrebbe anche farcela. Horner ha vinto la Vuelta a quarantuno. Perché no?”) ma precederli non sarà l’obiettivo primario dello spagnolo: “Io voglio battere tutti i miei avversari. L’ho detto più di una volta: se non vinco non riesco a essere felice. Valentino è sempre sorridente? Io dico che c’è molta ipocrisia sul podio della MotoGP. Ovviamente Rossi non è contento quando non vince ma dà sempre l’impressione di esserlo”.E #oltre al ciclismo, interessante il parallelo tracciato con la Formula 1: “Alla Yamaha è successo ciò che è accaduto alla Red Bull in F.1. Improvvisamente sono cambiate le regole e si è trovata indietro”. E se il titolo 2014 è sfuggito per una moto inferiore, Lorenzo è ancora rammaricato per quanto accaduto nel 2013: “Non abbiamo vinto per miei errori. Sono caduto due volte, in Olanda e in Germania, infortunandomi in entrambe. Senza questi incidenti avrei vinto io il Mondiale”.Lorenzo non si nasconde comunque, e ammette senza mezzi termini che anche il fattore Marquez è stato determinante: “Marc Marquez ci ha pestato perché era in forma, perché era più veloce di noi, perché era più concentrato. Dani è un gran pilota e senza Marquez in HRC sarebbe il numero uno, ma Marquez è meglio di lui, più completo, mentalmente e fisicamente. Se Marc non esistesse, tutti direbbero che Honda e Yamaha si equivalgono: è eccezionale”. Ma il 19enne terribile di Cervera c’è, e ci sarà ancora a lungo, anche se Lorenzo azzarda un parallelo con Freddie Spencer: “Nel 1983 costrinse Kenny Roberts al ritiro, nel 1985 vinse i titoli della 250 e della 500 contemporaneamente, poi è sparito. Non voglio dire che accadrà lo stesso con Marquez, ma le cose cambiano e non possiamo prevederle”.E magari, a dare un primo scossone a quello che sembra il regno Marquez potrebbe essere proprio il binomio spodestato, quello Lorenzo-Yamaha, che continuerà per i prossimi due anni. Un accordo, arrivato ad agosto dopo qualche ritardo di troppo, che a distanza di qualche mese dai comunicati ufficiali pare sia stata una scelta un po’ forzata: “A metà stagione eravamo entrambi insoddisfatti, così abbiamo firmato un contratto biennale che ci salvaguarda entrambi, in caso lo si voglia sciogliere. Sono soddisfatto dell’accordo, anche economicamente”.#E se il titolo non dovesse arrivare, nessun problema: “Nel 2015 voglio essere io a vincere il Mondiale, ma se non ci riuscirò non sarà un dramma. La vita non è solo una corsa in moto“.

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