29 dicembre 2014 – Il presidente dell’Automobil Club Italia Angelo Sticchi Damiani ha tracciato un bilancio della stagione motoristica appena conclusasi. Tra i temi trattati, il più spinoso è la stagione fallimentare della Ferrari ma non mancano anche importanti riflessioni sull’Autodromo Nazionale di Monza, che rischia di non poter più ospitare la Formula 1 nei prossimi anni.Fine dell’anno, tempo di bilanci. Alla regola aurea che ha scandito la maggior parte delle nostre vite, non si è sottratto neppure Angelo Sticchi Damiani che, intervistato dall’agenzia Italpress, ha tracciato un resoconto delle attività dell’Automobil Club Italia di cui è presidente, senza dimenticare ovviamente di gettare un occhio al motorsport tricolore. Impossibile che il giudizio negativo sul 2014 non passi per i risultati poco soddisfacenti della punta di diamante del motorismo italiano, proprio quella Ferrari caduta nel baratro sportivo nella stessa stagione che avrebbe dovuto segnarne la riscossa agli occhi del mondo.La Mercedes ha raccolto i frutti di una preparazione e di un massiccio investimento fatto lo scorso anno sulla nuova power unit, dove ha riversato risorse economiche e messo a frutto le esperienze fatte con le auto di serie. La Ferrari, invece – ha spiegato Sticchi Damiani, già vice-presidente della FIA e quindi ottimo conoscitore dell’universo Formula 1 – si è presentata impreparata, perché nella sua storia industriale non ci sono delle esperienze di questo tipo e credo che anche le somme investite sono state inferiori. Di certo qualcosa in più ce l’aspettavamo”.Importante è, però, proiettarsi verso il futuro ed è in tale direzione che arriva il benestare del presidente dell’ACI verso il nuovo corso della scuderia di Maranello che ripone gran parte delle proprie speranze sul quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel: “Siamo convinti che la Ferrari supererà questo annus horribilis per tutta una serie di motivi. Ci sarà questo straordinario pilota che è Vettel, giovane e motivato, mentre Alonso era forse scoraggiato per aver perso un paio di mondiali per un soffio. Le condizioni psicologiche non erano eccezionali, ma è un pilota fantastico e sono certo che farà bene nella sua nuova squadra”.Meno semplice è giudicare, invece, le decisioni a livello dirigenziale operate da Sergio Marchionne. “Difficile esprimere un giudizio – ha insistito Sticchi Damiani – perché non conosciamo le considerazioni che hanno comportato queste scelte. C’è rispetto per la proprietà, per l’azionista di maggioranza che ha operato questo profondo cambiamento e ora bisogna solo aspettare i risultati. Forse i tifosi hanno perso i riferimenti, tutti insieme, e si dovranno abituare a volti nuovi, anche se Vettel è conosciutissimo, come il presidente Marchionne”.Ma l’Italia a quattro ruote non è soltanto Scuderia Ferrari, sebbene il fallimento del Cavallino in Formula 1 ricopra un ruolo importantissimo nell’annata plumbea del motorsport tricolore. Ed è a tal proposito che non possono mancare le considerazioni relative all’assenza di piloti italiani nella massima serie automobilistica. “È un discorso molto complesso. Il pilota con la valigia – spiega il numero uno dell’Automobil Club – conta nelle scuderie medio-piccole, ma nelle squadre importanti contano solo i valori in campo. Come presidente della Federazione italiana, abbiamo iniziato da cinque anni un rapporto con la Ferrari Driver Accademy e la collaborazione sta portando Raffaele Marciello e Antonio Fuoco a gareggiare in campionati prestigiosi. Vediamo come andrà. C’è molta aspettativa da parte dei tifosi per vedere piloti italiani in Formula 1. Ma a questo proposito bisogna anche domandarsi quanti ne arrivano nel mondo”.Altro tasto dolente è quello della gestione dell’Autodromo di Monza, probabilmente l’emblema di un’Italia dei motori (e non solo) costantemente sballottata tra l’eccellenza e lo sfacelo, tra fascino e storia incancellabili e un futuro a tinte fosche. Nello specifico, ben note sono le difficoltà della sezione milanese dell’Automobil Club nel mantenere il Gran Premio d’Italia anche nelle prossime stagioni: “Con questa nuova squadra giovane, che utilizza anche la competenza di Ivan Capelli, si potranno fare cose importanti. La situazione è complessa, inutile negarlo. Vanno trovati degli equilibri, anche per il rinnovamento dell’impianto. È necessario che si crei intorno a questo evento un’alleanza tra Enti Pubblici Territoriali e l’ACI. È un lavoro complesso che va condiviso, guardando solo all’interesse superiore di far restare il GP d’Italia a Monza”.

29 dicembre 2014 – Il presidente dell’Automobil Club Italia Angelo Sticchi Damiani ha tracciato un bilancio della stagione motoristica appena conclusasi. Tra i temi trattati, il più spinoso è la stagione fallimentare della Ferrari ma non mancano anche importanti riflessioni

Leggi articolo completo...