27 dicembre 2014 – Il Ford Cosworth DFV è stato il motore in assoluto più diffuso in Formula 1 per oltre un decennio. Eppure, non tutti i V8 nati dalla matita di Mike Costin e Keith Duckworth, che calcarono le scene in quegli anni, provenivano direttamente dalla casa madre. Infatti, in un periodo in cui il costruttore inglese stava perdendo il conto dei suoi clienti e gli riusciva perciò difficile gestire tutti i propulsori modo adeguato, la produzione e la revisione venne subappaltata a sei diverse aziende incaricate dalla stessa Cosworth di svolgere tale compito.
Sicuramente, una di quelle più attive a metà degli anni ’70 è stata la John Nicholson-McLaren Engines Ltd che, ancora oggi a distanza di decenni, è impegnata nel campo della preparazione e revisione di motori da corsa e per aeroplani. L’azienda, fondata nel 1972, a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo divenne per il 50% di proprietà di Nicholson e per il restante cinquanta della McLaren, costituendo così un punto di forza per il team diretto da Teddy Mayer che in tal modo poteva controllare ed ottimizzare la preparazione dei propri propulsori Cosworth. Non è infatti un caso che proprio in quel periodo, nel ’74 e nel ’76, arrivarono i due successi iridati della M23 disegnata da Gordon Coppuck e spinta dal V8 Ford assemblato nelle officine di Nicholson.
John Nicholson, classe 1941 e neozelandese proprio come Bruce McLaren, nacque pilota e gareggiò con dei buoni risultati sia in F3 che in F.Atlantic prima di fallire la qualificazione al Gran Premio di Gran Bretagna di F1 del 1974 a bordo della Lyncar, una delle tante “Kit car” dell’epoca spinta da un motore Cosworth. Gli andò meglio l’anno seguente, nel ’75, quando con una vettura analoga riuscì invece a prendere il via della gara di Silverstone in ventiseiesima posizione, ma dovette ritirarsi per incidente a cinque giri dal termine venendo comunque classificato al 17° posto. Parallelamente all’attività di pilota l’appassionato preparatore siglò il già citato accordo commerciale con la McLaren e dal 1973 iniziò a gestirne le unità motrici. Come detto, in quel periodo, la scuderia britannica riuscì a conquistare a distanza di due anni un fantastico bis mondiale grazie a Emerson Fittipaldi e a James Hunt. Successi propiziati anche dalle attente cure rivolte da Nicholson verso il V8 Cosworth, il quale nella versione ’76 riuscì ad esprimere una potenza prossima ai 490 cavalli.
Successivamente, contando sugli ottimi rapporti con la McLaren, Nicholson cercò di acquistare una M23 per poterla gestire privatamente, ma l’operazione non andò in porto costringendolo a rivedere i suoi piani. Nel 1976, l’anno dell’iride di Hunt con la M23 spinta dai “suoi” motori, Nicholson prese parte a diverse gare sia in F2 che in Formula 5000 per poi rivolgersi alle competizioni motonautiche a partire dal 1978. La preparazione dei Cosworth continuò fino all’inizio degli anni ’80, periodo in cui il DFV aveva ormai i giorni contati in termini di leadership nei confronti dei nuovi propulsori sovralimentati. Nel frattempo, pur non entrando a far parte della McLaren International di Ron Dennis, l’azienda di Nicholson aveva ramificato la propria attività anche alla gestione dei motori BMW per la F2, nel Mondiale Prototipi e nella serie americana Imsa. In seguito la Nicholson-McLaren pur specializzandosi in campo aeronautico con la realizzazione di motori dedicati, ha continuato a sviluppare vari progetti per le corse. Tra i vari motori, spiccano i Cosworth per il campionato di F1 storiche, i propulsori della Formula 3000 e, nel biennio 2004/2005, alcune unità destinate alle gare di durata in categorie, come GT FIA, ALMS e alla 24 Ore di Le Mans.



27 dicembre 2014 – Il Ford Cosworth DFV è stato il motore in assoluto più diffuso in Formula 1 per oltre un decennio. Eppure, non tutti i V8 nati dalla matita di Mike Costin e Keith Duckworth, che calcarono le



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