[Intervista] 28 dicembre 2014 – Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene in occasione della loro recente conferenza stampa, hanno annunciato il ritardo del progetto della nuova monoposto 2015. Ne parliamo con Arianna Ravelli, giornalista del Corriere della Sera.
Arianna Ravelli, abbiamo appreso direttamente dal neo presidente della Ferrari che lo sviluppo del progetto della monoposto 2015 sarebbe vittima di un inspiegabile ritardo…
“Nella conferenza stampa di Maranello ci sono delle cose che molti di noi non hanno capito. Una di queste – ne abbiamo anche fatto accenno in un articolo per il Corriere – è proprio la vicenda dei ritardi nello sviluppo della nuova monoposto. In pieno campionato, quando scrivevamo che in Ferrari avrebbero dovuto avere il coraggio di passare al progetto della macchina per l’anno prossimo – prendendo anche una scelta impopolare e difficile da spiegare, ma forse produttiva – i vertici del team rispondevano che, in presenza di una stabilità regolamentare come quella attuale, lavorare per la macchina del 2014 significava anche portarsi avanti in ottica 2015. Con l’arrivo di Marco Mattiacci c’è stata l’inversione di rotta, confermandoci che gli sforzi si sarebbero concentrati – nello specifico – sulla vettura per la# prossima stagione. Oggi, invece, abbiamo appreso che il modello 2015 è in ritardo perché in Ferrari si sono occupati troppo a lungo dello sviluppo della F14-T. E’ inevitabile che qualcosa non torni tra queste versioni sugli orientamenti seguiti dai tecnici”.Forse l’esordio di Sergio Marchionne#con la stampa – nella veste di presidente della Ferrari – è stato volutamente improntato da un “basso profilo”, per non innescare aspettative fuorvianti come invece accaduto in passato…
“Abbiamo molto apprezzato l’onestà e la trasparenza delle dichiarazioni di Marchionne e Arrivabene, specie quando hanno fatto capire senza mezzi termini che anche il prossimo sarà un campionato di transizione e di ‘ricostruzione’, ma la versione del ritardo tecnico contrasta con tutto quello che ci è stato detto nel corso del campionato passato”.A quanto pare, oggi James Allison sarebbe diventato il tecnico numero uno della Ferrari, quindi il “padre” della monoposto 2015, colui il quale appena arrivato a Maranello, lo scorso anno, avrebbe “preso le distanze” vedendo il progetto della discussa F14 T…
“Altro aspetto certamente interessante è proprio quello del ruolo di James Allison. Nella stagione appena conclusa c’era lui a seguire e a decidere sullo sviluppo della F14 T. L’ingegnere inglese è lo stesso uomo al quale hanno deciso di consegnare le chiavi del progetto 2015. Impossibile non porsi delle domande: sono andati via tutti i responsabili, ma hanno tenuto Allison quale nuovo numero uno assoluto dei progettisti? Allison, però, durante il campionato aveva il potere di decidere quanta attenzione e quante risorse dedicare al 2014 e quante al progetto 2015. Questo è un aspetto che può far sorgere degli interrogativi agli appassionati della Ferrari”.Con James Allison al vertice dei progettisti, c’è da chiedersi come sia composto il team dei tecnici alle sue dipendenze…
“E’ la questione legata ai “numeri due”: hanno cacciato molte figure dirigenziali, ma i numeri due sapranno essere all’altezza? Marchionne ha sostenuto che la teoria di far saltare i capi per lasciar liberi i vice di esprimersi, gli ha fruttato tanti successi nelle aziende per cui ha lavorato e nelle sue passate esperienze professionali. Bisognerà augurarsi che succeda lo stesso anche in Ferrari. Il punto, però, è che questi numeri due non hanno fatto vedere grandi cose, fino ad ora”.Seguendo il pensiero caro a Marchionne, i “numeri due” di ieri, cioè i “vice” dei tecnici che sono stati allontanati, oggi diventerebbero i “numeri uno”…
“Per intenderci, hanno mandato via un progettista esperto come Nicholas Tombazis – il che suona anche bene, considerati il susseguirsi di fallimenti negli ultimi anni – ma non hanno preso un Adrian Newey per sostituirlo. Hanno invece promosso Simone Resta, che fino a ieri era il vice di Tombazis e che, tra l’altro, era proprio il responsabile dello sviluppo della vettura durante il campionato. Dobbiamo auspicarci che Marchionne abbia indovinato il modo per uscire da quello che lui stesso ha definito errore strategico colossale“.Alcuni giornalisti presenti a Maranello, hanno definito “brutale” l’analisi di Sergio Marchionne. Forse sarebbe il caso di interpretare questo approccio quale volontà di non deludere e di ricostruire la squadra senza slanci azzardati?
“Non bisogna essere pregiudizialmente contrari a questo nuovo corso – anzi, come tutti i nuovi corsi, pure quello Marchionne-Arrivabene merita un’apertura di credito che è giusto dare, poiché è solo l’inizio di un’avventura che ci si augura quanto più vincente possibile – ma è anche giusto porsi certi interrogativi e sollevare certi spunti di riflessione: c’è da sperare che i vice siano all’altezza della situazione Ferrari e del suo blasone, e che sulla questione del ritardo progettuale il neo presidente del Cavallino si sia soltanto limitato a tenere un atteggiamento di comprensibile cautela”.

[Intervista] 28 dicembre 2014 – Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene in occasione della loro recente conferenza stampa, hanno annunciato il ritardo del progetto della nuova monoposto 2015. Ne parliamo con Arianna Ravelli, giornalista del Corriere della Sera.
Arianna Ravelli,

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