26 dicembre 2014 – Dopo l’annuncio da parte della Red Bull che Max Verstappen sarebbe stato titolare in Toro Rosso nel 2015, il team Dams, che schierava nella World Series by Renault Carlos Sainz Jr, si aspettava un crollo psicologico dello spagnolo. Che puntualmente arrivò ne weekend di Budapest, anche se nelle gare successive Sainz si seppe riscattare, andando a conquistare prima il titolo e poi l’agognato sedile nel team di Faenza.La sera del 18 agosto Carlos Sainz si trovò faccia a faccia con i suoi peggiori incubi: nonostante un campionato Wsr condotto fino a quel momento alla grande, Helmut Marko aveva appena deciso di puntare sul giovanissimo, talentuoso quanto inesperto Max Verstappen, destinandolo alla Toro Rosso per la stagione 2015. Con Vettel ancora ben saldo a Milton Keynes, sembrava ovvio in quel momento che la coppia dei piloti di Faenza per la prossima stagione sarebbe stata composta dall’olandese e da Daniil Kvyat.Per Sainz, dunque, il sogno Formula 1 sembrava definitivamente tramontato. Le cose sono poi andate diversamente e a rimetterci alla fine è stato Vergne. Ma in quel momento, l’impatto della notizia risultò devastante per il morale dello spagnolo, impegnato nella caccia al titolo nel monomarca Renault, che sarebbe ripresa a metà settembre in Ungheria. E dopo quelle di Jerez e Mosca, quella di Budapest è risultata, forse non a caso, una delle peggiori prestazioni stagionali di Sainz, chiusa con un quarto e un sesto posto, circostanza che favorì il rientro di Roberto Mehri, capace di mangiargli 25 punti e portarsi a -16.All’interno del team Dams, guidato da Jean-Paul Driot, quanto accadde era però già stato messo in conto: “Sapevo quello che sarebbe successo, ma sfortunatamente non ero a Budapest”, ha dichiarato il boss francese ad Autosport. “Di norma, quando un pilota guida il campionato a fine luglio, quello è il momento in cui la pressione inizia a salire. In aggiunta, sapere che Verstappen sarebbe andato in Toro Rosso… quando hai vent’anni è qualcosa di davvero duro da subire. Ma Carlos ha dimostrato che quando succede qualcosa di simile sa reagire nel modo giusto”. Alla reazione del futuro campione non è però stato estraneo un vivace faccia a faccia con lo stesso Driot andato in scena alla vigilia della tappa del Paul Ricard, che Sainz avrebbe dominato con una doppia vittoria: “Abbiamo avuto una conversazione davvero grossa il venerdì sera. Lo presi da parte fuori dal circuito, lontano dal team e da tutti. È stata una buona discussione e apparentemente ha funzionato perché il weekend è andato piuttosto bene!”, ha scherzato il manager della Dams.Il team transalpino ha vinto il titolo per il secondo anno consecutivo, visto che l’anno scorso a vincere era stato Magnussen. Driot può così fare un confronto tra i due, rivelando uno retroscena interessante sul giovane danese, che almeno nel 2013 sembra stesse seguendo la strada tracciata dal talentuoso quanto indisciplinato padre, Jan: “Kevin era super sicuro, quindi dovevo tenerlo con i piedi per terra e farlo imparare. Gli ho spiegato che il talento non basta, che serve lavorare. E Kevin ha imparato. Carlos ha dovuto maturare molto e imparare a non agitarsi troppo quando c’è della pressione. Abbiamo dovuto lavorarci sopra per fargli prendere fiducia e renderlo più comprensivo”.

26 dicembre 2014 – Dopo l’annuncio da parte della Red Bull che Max Verstappen sarebbe stato titolare in Toro Rosso nel 2015, il team Dams, che schierava nella World Series by Renault Carlos Sainz Jr, si aspettava un crollo psicologico

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