21 dicembre 2014 – Nessun circuito europeo era stato risparmiato dalla spettacolare tecnica di guida di Tazio Nuvolari. Percorreva le curve in settori di rapide derapate sulle quattro ruote che gli consentivano di guadagnare tempo e giocarsi la vittoria anche con vetture meno potenti degli avversari.Nel 1935, Nuvolari contava venticinque anni di corse stradali, in moto e in auto, e aveva stupito tutti perchè disprezzava la paura e voleva vincere ad ogni costo. Il Gran Premio di Germania del 1935, si svolge sul circuito del Nurburgring in una giornata piovosa, sotto un cielo grigio. Tra gli ombrelli, si evidenziano i vessilli con la croce uncinata. Tutta la Germania si aspetta una vittoria da Auto Union o Mercedes: il momento politico è delicato e la gara è diventata l’evento più importante della stagione, scalzando da tale ruolo il classico Gran Premio di Francia. Nonostante il maltempo, circa trecentomila tedeschi si sono assiepati lungo il tracciato. Adolf Hitler e molti ufficiali nazisti, seguono la corsa dalla tribuna d’onore. I piloti devono percorrere 22 giri per un totale di 502 chilometri. Le nuove vetture tedesche da gran premio, sono tecnologicamente all’avanguardia sia per l’ampio uso di leghe leggere che a livello motoristico.Le Mercedes a motore anteriore a 8 cilindri si sono aggiudicate molte gare nel corso dell’anno, e le Auto Union a motore posteriore a 16 cilindri hanno vinto in Tunisia. Per il Gran premio di casa, la Mercedes schiera ben cinque vetture, con Von Brauchitsch, Caracciola, Fagioli, Lang e Geier. L’Auto Union ne schiera quattro, con Stuck, Varzi, Rosemeyer e Pietsch. Alla ricca e potente industria tedesca rappresentata dai bolidi d’argento, si contrappone la squadra italiana dell’Alfa Romeo, diretta da Enzo Ferrari, che schiera solo tre vecchie P3 tipo B con motore leggermente potenziato a scapito dell’affidabilità della trasmissione. La guerra italo-abissina ha ritardato la costruzione delle nuove vetture della Casa del Portello, che affida le P3 a Nuvolari, Brivio e Chiron. Completano il lotto dei partecipanti cinque Maserati, la Bugatti di Taruffi, l’ERA di Mays e una vecchia Alfa Romeo condotta da Balestrero.Inutile dire che i pronostici sono a favore di una lotta tra Mercedes e Auto Union, vetture con almeno 100 cavalli in più dell’Alfa Romeo. La griglia di partenza, determinata con un’estrazione a sorte, porta in prima fila Stuck, Nuvolari e Balestrero. Prima della gara, Neubauer, celebre direttore sportivo della Mercedes, dichiara: “Nuvolari ha solo un glorioso passato. Il presente e il futuro appartengono ai piloti del Führer”. La gara prende il via sotto l’acqua e Caracciola “mago della pioggia”, partito due file dietro, va al comando, inseguito da Rosemayer e dall’indomito Nuvolari. Il circuito già difficile, diventa molto insidioso quando a tratti d’asfalto bagnato si alternano zone quasi asciutte. La pressione del mantovano volante si fa sentire, e Rosemayer impatta contro le barriere piegando una ruota. Tazio passa secondo e si avvicina a Caracciola, mantenendosi poi ad una distanza tale da non prendere gli spruzzi d’acqua sparati dietro dalla Mercedes. Chiron e Brivio si ritirano per problemi alla trasmissione. Al decimo giro, Nuvolari, con l’unica Alfa Romeo ancora in gara, prova l’affondo e sorpassa Caracciola. Il pilota italiano transita primo sul rettilineo delle tribune, braccato da nove equipaggi tedeschi. Al giro seguente è prevista la sosta ai box, per pieno carburante, rabocco d’olio e cambio gomme. La fermata di Nuvolari è un disastro: i meccanici, per la foga, rompono l’impugnatura della pompa a mano e, per fare il pieno, sono costretti a travasare la benzina in recipienti più piccoli per poi immetterla nel serbatoio della P3. La lentezza della manovra fa scivolare Nuvolari in sesta posizione, che riparte nervosissimo, a mascella rigida. Infuriato come non mai per il ritardo accumulato ai box, Nuvolari si scatena e, guidando sempre al limite del mezzo, va a riprendere Stuck al 13° giro e Fagioli al 14°. Poi, raggiunge e sorpassa Rosemayer, afflitto da un rallentamento. Dai box, gesticolando in modo evidente, lo invitano ad amministrare la P3, ma “Nivola” è una furia, forse non volge neppure lo sguardo ai suoi secondi mentre gli sfreccia davanti a tavoletta. Intanto, la potenza delle auto tedesche crea problemi: se non dosata a dovere dai piloti, stressa le gomme nell’alternarsi di tratti asciutti e bagnati. “Il Maestro” mantovano mentre spinge, impugna stretto il volante per percepire e controllare ogni variazione d’assetto. Il suo corpo è piccolo ma tutto nervi. La velocità fonde il colore giallo della sua maglia con il rosso dell’Alfa Romeo, il cui motore romba, emettendo un urlo quasi disperato. Il giro seguente Nuvolari raggiunge Caracciola, secondo.In testa c’è Von Brauchitsch, un buon pilota, ammiratore di Nuvolari. Quando gli segnalano dai box che Nuvolari è secondo, va in ansia. Non regge la pressione, perde concentrazione e decine di secondi al giro. A mezzo giro dal termine, “Nivola” è a soli 24 secondi e le gomme posteriori della Mercedes di Von Brauchitsch, la cui guida ha perso la necessaria fluidità, mostrano le tele. Lo speaker, che riporta gli aggiornamenti agli spettatori in tribuna, non riesce più a spiccicar parola quando le gomme della Mercedes scoppiano e il pilota italiano balza al comando a soli quattro chilometri dal termine. Il volto di Hitler s’incupisce. Dopo oltre quattro ore di gara, il quarantaduenne Tazio Nuvolari si aggiudica il Gran Premio di Germania, transitando sul traguardo tra il silenzio della folla. Precede Stuck, Caracciola e altre sei auto tedesche. E’ la sua impresa più esaltante. Al mattino, prima della gara, Nuvolari aveva detto: “Oggi me lo sento, vinco io, trovate una bella bandiera tricolore”.# In Italia, la radio trasmette la notizia. L’impresa di Nuvolari assume un significato che va oltre la statistica sportiva. E’ il messaggio che talento, tenacia e passione, uniti alla capacità di non arrendersi mai, portano dritti alla vittoria.

21 dicembre 2014 – Nessun circuito europeo era stato risparmiato dalla spettacolare tecnica di guida di Tazio Nuvolari. Percorreva le curve in settori di rapide derapate sulle quattro ruote che gli consentivano di guadagnare tempo e giocarsi la vittoria anche

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