21 dicembre 2014 – Dopo quattro anni di successi, la Red Bull astronomica che ha letteralmente dominato le scene dal 2010 al 2013, è tornata sulla terra. Un atterraggio brusco, quasi uno schianto, considerando come la supremazia Mercedes abbia chiuso in fretta tutti i discorsi sulla possibilità di difendere i titoli piloti e costruttori. Eppure, però, il team di Milton Keynes è stato l’unico a raccogliere le briciole lasciate per strada dalle frecce d’argento…Se dopo il Gran Premio del Brasile 2013 – che chiudeva una stagione letteralmente dominata dalla Red Bull, che con la RB9 di Sebastian Vettel aveva addirittura vinto nove appuntamenti consecutivi – qualche buontempone venuto dal futuro avesse soltanto pronosticato un 2014 così avido di successi per la scuderia di Milton Keynes, probabilmente lo avremmo fatto internare seduta stante. Il dominio delle astrolattine negli ultimi quattro campionati, un vero e proprio crescendo se escludiamo un 2012 in cui gli avversari avevano in parte invertito la tendenza, ci aveva quasi assuefatti all’idea di una vettura praticamente imbattibile sul passo gara, seppur tradita talvolta dalle gomme, dal KERS o dall’alternatore.Vero è che la rivoluzione regolamentare, il passaggio al turbo ibrido e le limitazioni aerodinamiche introdotte dalla FIA avrebbero potuto (e forse per certi versi erano appositamente volte a) rimescolare le carte in tavola. Ma è anche vero come la presenza del genio di Adrian Newey tra le fila degli uomini in blu, avesse contribuito a costruire attorno alla Red Bull quell’aura di supremazia di cui sopra. Insomma, un dominio che sembrava difficile da scalfire, persino a colpi di regolamento, perché radicato in una struttura solida e vincente.Il risveglio dopo quattro stagioni di successi, invece, è stato duro. Spietato come forse solo lo sport sa essere. E la Red Bull imbattibile è stata sconfitta dalla Mercedes proprio nello stesso modo in cui si era abituata a battere tutti gli altri: dominando la stagione in lungo e in largo. Chiaro a tutti è come le principali responsabilità del tracollo siano addebitabili al comparto power unit della Renault, evidentemente non all’altezza della sfida lanciata dalla casa della Stella, già da anni all’avanguardia pure con le vetture stradali nel campo della propulsione ibrida. E anche se a poco a poco gli uomini di Dietrich Mateschitz sono riusciti ad allontanare i fantasmi dei test invernali, dove le monoposto avevano girato poco e niente, resta la macchia di non aver saputo realmente invertire la tendenza.Tralasciando gli aspetti legati al motore della Régie – per quanto isolarli dalla valutazione complessiva non sia certo semplice – la sensazione è che dal punto di vista aerodinamico l’ultima creatura di Adrian Newey non sia certo stata un flop assoluto, anzi. Soprattutto fino a due terzi di campionato, prima cioè di subire il miglioramento della Williams, infatti, Ricciardo e Vettel sono stati i più credibili inseguitori di Hamilton e Rosberg, al netto degli errori strategici e delle sfortune del team di Grove. Il secondo posto in classifica, quindi, è assolutamente meritato.Poi, non bisogna dimenticare come sia stata proprio la Red Bull – e per la precisione quella numero 3 sapientemente guidata dalla nuova star Daniel Ricciardo – a vincere le uniche medaglie d’oro non portate a casa dalla Mercedes pigliatutto. Insomma, in una stagione avida di successi come quella 2014 e con un dominio così evidente come quello della scuderia di Brackley, tre vittorie costituiscono un bottino tutt’altro che scarso. Buona poi, al netto delle polemiche da bar e delle ipotesi complottistiche che vedrebbero Vettel sacrificato sull’altare del giovane campione emergente, la gestione dei due piloti: in una situazione non certo facile, riteniamo che tanto Daniel quanto Seb abbiano avuto le stesse possibilità di giocarsi le proprie carte e che il venticinquenne australiano, pur non considerando gli sfortunati ritiri del compagno di squadra, si sia effettivamente meritato sul campo gli elogi ricevuti.Red Bull, 405 punti. 2° posto. Media: 21,3 punti. Nel 2013: 1° posto.Voto: 8 | A testa alta

21 dicembre 2014 – Dopo quattro anni di successi, la Red Bull astronomica che ha letteralmente dominato le scene dal 2010 al 2013, è tornata sulla terra. Un atterraggio brusco, quasi uno schianto, considerando come la supremazia Mercedes abbia chiuso

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