20#dicembre 2014 – Il 2014 passerà alla storia come l’annus horribilis delle piccole scuderie di fondo classifica. Persa per strada l’HRT già a fine 2012, nel corso di questa stagione anche Caterham e Marussia hanno incontrato enormi difficoltà economiche. La Caterham, tra cambi di proprietà fantasma e aste per la sopravvivenza, è comunque riuscita a presentarsi ad Abu Dhabi per il finale di stagione, ma non per questo il voto può essere positivo…Tra i possibili effetti collaterali della rivoluzione regolamentare – fortemente voluta dalla FIA, tra l’altro, per puntare sulla riduzione delle emissioni delle monoposto in un’ottica sempre più green, ma anche per abbassarne i costi di gestione – non era poi così imprevedibile il rischio del tracollo finanziario delle piccole scuderie. Tracollo che è puntualmente arrivato, con almeno tre team – Caterham, Marussia e Sauber – con l’acqua alla gola già da metà campionato, e con due di essi costretti a saltare le ultime gare per l’impossibilità di sostenere ulteriori spese.Da questo punto di vista, la Caterham può certamente ritenersi soddisfatta per non avere, quantomeno, fatto la stessa fine della Marussia, forzata ad abbandonare i giochi a tre tappe dal traguardo iridato. La scuderia anglo-malese, invece, dopo aver saltato la trasferta americana in Texas e Brasile, è riuscita a tornare in pista in occasione dell’appuntamento di chiusura di Abu Dhabi grazie al sostegno economico ricevuto a seguito di una raccolta fondi lanciata sul web. Tifosi e appassionati, felici della possibilità di poter interagire attivamente con un mondo troppo spesso lontano dalla vita reale, portandosi a casa qualche pezzo di monoposto a mo’ di insolito gadget, hanno risposto in massa alla campagna di crowdfunding lanciata dagli amministratori di sostegno del team di Leafield – situazione che tra l’altro dovrebbe far riflettere, e non poco, chi attualmente gestisce la Formula 1 guardando con diffidenza il mondo social e l’interattività che ne deriva – consentendo alle due “verdone” di presentarsi per lo meno a Yas Marina.Gli aspetti positivi del campionato della scuderia di Tony Fernandes, però, finiscono qua. Problemi come se piovesse, a partire proprio dai continui cambi di dirigenza, che hanno visto il passaggio del team alla cordata Engavest facente capo a Colin Kolles, la quale aveva iniziato a gestire il team già dal Gran Premio di Silverstone – con Christijan Albers e Manfredi Ravetto chiamati ad avvicendarsi in poche settimane nel ruolo di team principal – dietro la promessa di pagare gli stipendi e ripianare i debiti al fine di ottenere il trasferimento delle quote dell’imprenditore malese. Presto, però, il team finirà nelle mani degli amministratori di sostegno – ideatori con Finbarr O’Connor della campagna di crowdfunding di cui sopra – a causa di una diatriba tra Fernandes ed Engavest circa il pagamento di debiti e stipendi e, consequenzialmente, il trasferimento delle quote societarie.Una pagina brutta, che certamente non ha aiutato le prestazioni – già di per sé non irresistibili – della CT05. Una monoposto, diciamola tutta, che per quanto possibile riusciva a peggiorare quanto fatto vedere nelle annate precedenti, avvilita da numerosi ritiri per guasti meccanici – e in tal senso la problematica power unit Renault ha pure giocato il suo ruolo determinante – e dalla scarsissima competitività. Insomma, tra la crisi economica che ha travolto le piccole squadre, i problemi in pista e le liti dirigenziali, è quasi un miracolo sportivo che la Caterham sia riuscita a presentarsi con due macchine nell’ultima gara dell’anno.Situazione caotica è stata anche quella relativa ai piloti. Marcus Ericsson dapprima pupillo del team – posizione conquistata, per non dire acquistata, grazie a una dote di circa 11 milioni di euro versati nelle casse della scuderia a inizio stagione – è poi fuoriuscito in fretta e furia in occasione del Gran Premio del Brasile una volta subodorata la possibilità di accasarsi in Sauber. Kamui Kobayashi, che avrebbe dovuto portare in Caterham tutto il suo bagaglio di esperienza e velocità, è stato invece spesso messo in discussione in favore di piloti paganti. A prendere il via nel Gran Premio di Spa al posto del giapponese, la guest star delle gare endurance André Lotterer in un’operazione dai risvolti dichiaratamente pubblicitari, mentre lo spagnolo Roberto Merhi più volte è stato sul punto di sostituire l’ex pilota di Sauber e Toyota, frenato dalla mancata concessione della Superlicenza FIA. Nell’ultimo appuntamento, infine, è stata la volta del britannico Will Stevens, stavolta per sostituire Ericsson. Insomma, un caos totale, emblema perfetto di una stagione assolutamente da cancellare.Caterham, 0 punti. 11° posto. Media: 0 punti. Nel 2013: 11° posto.Voto: 3.5 | Caos calmo

20#dicembre 2014 – Il 2014 passerà alla storia come l’annus horribilis delle piccole scuderie di fondo classifica. Persa per strada l’HRT già a fine 2012, nel corso di questa stagione anche Caterham e Marussia hanno incontrato enormi difficoltà

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