17 dicembre 2014 – Per la Ferrari non riuscire a vincere nemmeno un Gran Premio nel 2014 ha rappresentato indubbiamente un grosso passo indietro, dopo vent’anni nei quali la Scuderia di Maranello era sempre stata in grado di conquistare almeno un successo a stagione.Una battuta d’arresto piuttosto fragorosa dopo le aspettative che si erano profilate in vista dell’introduzione dei nuovi regolamenti sui motori, che, sulla carta, avrebbero dovuto dare quell’impulso in più alla Rossa per tornare a lottare per il titolo. Un titolo sfiorato nel 2012 e uno perso malamente l’anno successivo dopo una partenza davvero promettente. Uno scenario che, secondo quanto ha riportato la testata britannica Autosport, avrebbe imposto alla Ferrari di spazzare via il proprio staff tecnico per rimpiazzarlo con un altro attingendo alle sue risorse interne. Gli ultimi due tasselli a cadere in questa virtuale partita a domino sono stati il Chief Designer, Nikolas Tombazis, e il Direttore dell’Ingegneria Pat Fry, che non compaiono più nel nuovo organigramma tecnico. Tuttavia, dall’altra parte della Manica reputano la Ferrari poco paziente e spietata, visti i numerosi cambiamenti operati nell’arco di circa otto mesi. Infatti, in questo periodo sono stati sostituiti due team principal, Domenicali e Mattiacci, oltre al presidente e a diverse pedine del comparto tecnico, da Marmorini fino al già citato Tombazis. Una ristrutturazione che ha visto anche l’uscita di scena di Fernando Alonso, il pilota ingaggiato dalla Scuderia sei anni fa per risollevarne le sorti.Questo anche se, in ogni caso, il 2014 si era davvero presentato fin da subito come un anno di transizione perché, con il cambio della guardia fra Pat Fry e James Allison, il nuovo corso lo si sarebbe visto partire solo nel 2015. Di fatto Allison è diventato un effettivo della squadra solo al primo di settembre dello scorso anno e la F14T era ancora figlia della gestione precedente. Secondo l’analisi di Autosport la monoposto rossa aveva diversi punti deboli, ma la maggior parte riguardavano il propulsore. Almeno all’inizio il telaio e l’aerodinamica erano parsi un piccolo passo avanti rispetto a quelli degli ultimi tre anni, anche se lo stesso Fry aveva poi spiegato che c’erano diverse lacune da colmare in tal senso. Un discorso simile lo aveva fatto pure James Allison il quale, però, si è giustamente messo un po’ in disparte visto che la macchina non era stata concepita sotto la sua direzione. Ma, come detto, ironia della sorte, la Ferrari è stata sconfitta sul suo terreno migliore: quello dei motori. Non si possono infatti dimenticare la parole pronunciate in tal senso dall’ex presidente Montezemolo alla fine del 2013, quando diceva che a Maranello si costruivano macchine e non aeroplani. Automobili significa motori e quanto successo dopo ha evidenziato una sconfitta su tutta la linea.“Quelli di Maranello non avevano bene a mente quale fosse la tecnologia ibrida dell’era ERS, nel momento in cui speravano in un cambiamento. E così il pacchetto della loro power unit si è dimostrato un’amara delusione. In termini di picchi di potenza la differenza con la Mercedes era di circa 40 cavalli e questo deficit ha svolto un ruolo importante nelle lotte intraprese in pista quest’anno dalla Ferrari. Sorprendentemente non è stato solo il componente dell’ERS che ha ostacolato la Ferrari, ma anche la presenza di carenze nella parte convenzionale del propulsore. Una cosa che non ci si aspettava da una squadra che, storicamente, si è sempre vantata di essere un costruttore di motori“. Dopo questa analisi i motivi per essere ottimisti sembrano comunque esserci e, forse, la Scuderia è davvero vicina a vedere la fine del tunnel imboccato più di un anno fa. I nomi che potrebbero guidare la riscossa del Cavallino sono quelli di James Allison e Sebastian Vettel. Il primo un tecnico capace spesso di interessanti intuizioni, e il secondo un pilota metodico e molto costante nell’approccio al lavoro di squadra. All’inizio del 2014, Alain Prost aveva detto che sia Ferrari che McLaren avrebbero dovuto cambiare radicalmente il loro modo di pensare per poter tornare a vincere. Ora che entrambi l’hanno fatto bisogna vedere se hanno operato le scelte giuste, ma questo sarà solo il tempo a dirlo.

17 dicembre 2014 – Per la Ferrari non riuscire a vincere nemmeno un Gran Premio nel 2014 ha rappresentato indubbiamente un grosso passo indietro, dopo vent’anni nei quali la Scuderia di Maranello era sempre stata in grado di conquistare almeno

Leggi articolo completo...