17 dicembre 2014 – Tornata sulla terra dopo quattro anni astronomici e per nulla appagata dagli otto titoli mondiali portati a casa da Sebastian Vettel, la Red Bull è a caccia della rivincita sulla Mercedes. Impresa certamente non facile considerando lo strapotere palesato nel 2014 dal propulsore di Brixworth, ma secondo il team principal Chris Horner la base di partenza per la prossima stagione è buona. Il perché è presto detto: a Milton Keynes c’è fame di vittorie. Chiamatela come volete, fame di successi, killer instinct, ma in Red Bull è forte la voglia di tornare a imporsi sugli avversari. La stessa, a detta del team principal della scuderia di Milton Keynes Chris Horner, che aveva consentito agli uomini in blu di portare a casa otto titoli mondiali, dominando in lungo e in largo le stagioni dal 2010 al 2013. La base di partenza per cercare la rivincita sulla Mercedes nel 2015, in effetti, non è affatto da buttare. Già, perché la Red Bull proverà a ricostruire dalle tre vittorie ottenute da Daniel Ricciardo nel corso del mondiale appena conclusosi e dalla seconda posizione nella classifica costruttori. Un bottino magro per chi era abituato a distruggere la concorrenza, ma allo stesso tempo un risultato da non sottovalutare in un campionato così segnato dalla supremazia delle monoposto della Stella e delle loro super power unit ibride, specialmente in considerazione del fatto che l’australiano – pur aiutato, è innegabile, da una discreta dose di fortuna – è stato l’unico a raccogliere le briciole lasciate dietro da Hamilton e Rosberg. “Non penso che dobbiamo dimostrare nulla ma il team è affamato, determinato a ottenere altri successi. Le cose sono cambiate nel corso degli anni – ha spiegato Chris Horner intervistato dai colleghi britannici di Crash.net, in riferimento alle modifiche regolamentari che hanno consentito alle frecce d’argento di inaugurare quello che si preannuncia essere come un nuovo (e lungo?) ciclo vincente – ma c’è il reale desiderio all’interno della squadra di dare del filo da torcere alla Mercedes”. Dobbiamo pensare – ha insistito il team principal della scuderia anglo-austriaca – che negli ultimi cinque campionati c’è stato soltanto un team che è riuscito a batterci. Si tratta di un risultato notevole per noi, specialmente se pensiamo ai cambiamenti delle regole nel corso degli anni. Ovviamente, adesso, le nuove norme sulle power unit hanno cambiato le carte in tavola, e sarà così per un po’ di tempo”. Insomma, una dichiarazione di intenti piuttosto chiara e che non lascia ampio spazio all’interpretazione: la Red Bull nel 2015 ci sarà, non sarà facile strappare il titolo alla Mercedes, ma sarà fatto tutto il possibile per mettere i bastoni tra le ruote di Hamilton e Rosberg. E uno dei personaggi su cui ricade la responsabilità del rilancio è proprio il russo Kvyat, già promosso in Serie A dopo un anno di apprendistato in Toro Rosso. “Daniil ha un talento davvero fantastico – ha spiegato il quarantunenne britannico, interrogato dal magazine francese Auto Hebdo circa le capacità del nuovo acquisto – è forte, è veloce e non ha alcun interesse di quello che la gente pensa di lui. Da questo punto di vista ha una mentalità simile a quella di Kimi Raikkonen”. A guidare la riscossa delle lattine, però, non potrebbe che essere lui. Daniel Ricciardo. La nuova gallina dalle uova d’oro del circus della Formula 1, apprezzato da tifosi e addetti ai lavori non solo perché tremendamente veloce e concreto, ma anche per la sua incredibile capacità di essere un personaggio come non se ne vedevano da tempo. “All’inizio, anche se sapevamo che sarebbe stato veloce, avevamo dei dubbi sul fatto che sarebbe stato tanto forte in gara quanto in qualifica. Ma in questa stagione ha ottenuto dei risultati eccezionali. Basta guardarlo – ha concluso Horner – per capire che sarà un campione. Il suo sorriso, talvolta, dice tutto”.

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