13 dicembre 2014 – Stanca ma non malata: questo il quadro (clinico) della scuderia di Maranello tracciato dal presidente della FIA.#In un’intervista a RaiNews 24, Jean Todt si è pronunciato sull’attuale situazione del Cavallino, il cui ultimo alloro iridato risale al 2008. Una Ferrari che negli ultimi otto mesi ha radicalmente cambiato volto, con l’uscita, nell’ordine, del successore di Todt, Stefano Domenicali, del presidente Montezemolo e del successore di Domenicali Marco Mattiacci. Senza contare l’addio di Alonso e lo sbarco di Vettel, che suggella la fine di un ciclo molto meno vincente di quanto auspicato.Si aspettava Jean Todt tutto quello che è successo a Maranello? “La Ferrari è un fascino dell’automobilismo a livello mondiale e ancor di più in Italia“, ha risposto il francese a Marco Franzelli. “C’è una certa emotività e questo fa parte del bello della Ferrari, questo fascino che ogni tanto fa prendere decisioni che sono più veloci rispetto a quello che potrebbe succedere in altre squadre”.Di che cosa ha bisogno il Cavallino ora per risollevarsi? “La Ferrari è come una persona un po’ stanca che va dal dottore e riceve una prescrizione. La Ferrari al momento ha bisogno di essere analizzata nel dettaglio e alla luce di questa analisi avere delle proposte per migliorare, secondo me senza rivoluzionare la situazione”. Ma, ha voluto precisare Todt, la “Ferrari non è ammalata, ma da analizzare. Non userei la parola malata, la trovo un po’ esagerata”.Una Ferrari che comunque, come ha dichiarato il presidente Marchionne, non è Ferrari se non vince… “Vincere è un obbligo ma fa parte della storia della Ferrari. Ma non si può vincere sempre. Ricordo all’epoca quando era difficile, che si chiedeva ‘Ma quando vince la Ferrari?’. Poi, quando eravamo nella situazione in cui vincevamo molto, si diceva ‘Siamo stanchi di vedere la Ferrari vincere perché si sa il risultato prima della gara’. Dunque, diciamo, la soddisfazione non esiste, né in un senso né nell’altro”.Marchionne. “È una persona molto in gamba, molto intelligente, grande lavoratore. Può essere solamente positivo e stimolante collaborare con un uomo che arriva con delle proposte nuove e costruttive”.Arrivabene. “È un personaggio con carisma, in gamba, molto affezionato alla Ferrari. Mi ricordo quando sono arrivato alla Ferrari, era già il rappresentante del nostro title sponsor, è sempre stato affezionato e vicino alla Ferrari”. Dicono sappia comandare come Todt: “Mi fa piacere il complimento”. Più difficile il compito di Arrivabene oggi o quello di Todt del 1993? “Dal mio punto di vista, penso che la Ferrari oggi sia in una situazione notevolmente migliore della Ferrari che ho trovato il 1° luglio 1993, quando non riusciva a entrare nei punti (allora però a punti ci andavano in sei…, ndr) quindi la #situazione era notevolmente inferiore a quella di oggi”.Vettel. “È punto di riferimento, ha vinto per quattro anni consecutivi il titolo. È uno dei migliori piloti in Formula 1, un ragazzo molto carismatico, organizzato, un grande professionista, freddo. Ha grandi qualità“.

13 dicembre 2014 – Stanca ma non malata: questo il quadro (clinico) della scuderia di Maranello tracciato dal presidente della FIA.#In un’intervista a RaiNews 24, Jean Todt si è pronunciato sull’attuale situazione del Cavallino, il cui ultimo alloro

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