[Allo specchio: Ferrari 1989]# 11 dicembre 2014 – Il valzer di cervelli alla Rossa non è solo un fatto degli ultimi tempi, ma un male oscuro che impera da anni tra le colline del modenese… L’analisi di Carlo Marincovich per La Repubblica.
“Un bel via vai di uomini alla Ferrari: ad un anno dalla morte di Enzo Ferrari ecco il chi è e il chi era negli organigrammi aziendali.Vittorio Ghidella, l’ amministratore delegato della Fiat e il presidente della Ferrari. Il 25 novembre 88 fu fatto fuori dalla sera alla mattina. Adesso lavora per la Ford. Il suo posto alla Ferrari è stato preso dall’ ingegner Piero Fusaro che era direttore generale all’ epoca di Montezemolo e Lauda. Piero Lardi Ferrari, figlio ed erede del Grande Vecchio. Fu fatto fuori dalla Gestione Sportiva nel giugno ’88 e promosso vice presidente della Ferrari S.p.a. di cui detiene il 10 per cento del pacchetto azionario. Marco Piccinini, direttore sportivo dal ’78 ha gettato la spugna a fine ’88 rimanendo nell’ azienda come consigliere d’ amministrazione. Fu lui a portare in Ferrari John Barnard.Giovan Battista Razelli, era il direttore generale ed amministratore delegato della Ferrari prima della morte del Vecchio ma anche lui, nella primavera scorsa, è stato fatto fuori con una bella promozione ad altri incarichi. La carica di amministratore delegato è stata assunta dal presidente Fusaro. Pier Giorgio Cappelli, proveniente dal Centro ricerche Fiat fu messo a governare la Gestione sportiva nel giugno ’88 al posto di Piero Lardi.Sotto la sua gestione se ne andarono il progettista di telai Harvey Postlethwaite, il progettista dei motori Jean Jacques His e il capo della galleria del vento Jean-Claude Migeot. Alla vigilia del mondiale 89 è stato promosso ad altri incarichi.John Barnard, il cervello da sette miliardi che in tre anni ha fatto una sola macchina senza risolvere nemmeno uno dei tanti problemi della Ferrari. Il suo contratto scade ad ottobre di quest’ anno ed è già stato annunciato che non sarà rinnovato. Enrique Scalabroni, tecnico argentino attualmente alla scuderia Williams dove è il numero tre o quattro nel settore progettazione. Non ha mai fatto una macchina interamente sua ma dal primo novembre prenderà servizio a Maranello. E’ diventato famoso perché non ha la patente e andava a trovare la morosa italiana ogni domenica viaggiando con la corriera.
Ildo Renzetti
, vecchia gloria della Moto Guzzi dei tempi d’ oro, regge stoicamente il reparto motori della Ferrari. Quando un motore non funziona danno la colpa a lui, quando va bene è merito di altri. Ora lo vogliono pensionare ma è ancora l’ unico con una lunga esperienza di motori da corsa. Paolo Massai, è il nuovo astro nascente del settore progettazione motori. Ghidella lo scovò alla Fiat, dove si occupava dei motori per la Uno.
Rolf Hahn, tecnico tedesco portato via alla Porsche. Doveva essere la bacchetta magica per risolvere la gestione dei motori. Invece non si sa ancora cosa faccia. Gianfranco Ciampolini, ingegnere elettronico da un mese portato via alla Magneti Marelli per risolvere il problema dei programmi elettronici che governano l’impiego dei motori. Dovrebbe diventare il vero antagonista dei giapponesi.Pierguido Castelli, ingegnere, doveva fare da ufficiale di collegamento fra Barnard (che sta sempre in Inghilterra) e l’ officina di Maranello. Dovrebbe essere il coordinatore dei vari reparti. E’ stato colto con le mani nel sacco mentre spiava da vicino la McLaren il cui capo Ron Dennis lo ha cacciato in malo modo.Cesare Fiorio, era il mago dei rallies in casa Fiat. E’ passato alla Ferrari sportiva come capo supremo due settimane prima del mondiale ’89. Sempre bello abbronzato, ha già ricevuto i soprannomi di Hollywood o di John Wayne. Sta cercando di riorganizzare la Ferrari ma l’ impresa non è facile. E’ l’ autore del romanzo a puntate dell’ estate ’89: chi prenderà la Ferrari al posto di Berger? Forse non lo sa neppure Fiorio, ma ci terrà in sospeso fino a metà settembre”. [Di Carlo Marincovich - La Repubblica, agosto 1989]

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