8 dicembre 2014 – Comunque la si giri, il più bravo è sempre lui: Adrian Newey. In trentatre anni di attività, lo Shakespeare della Formula 1 ha collezionato ben venti titoli mondiali, equamente divisi tra campionati piloti e costruttori.Già… perché Adrian Newey, la matita più invidiata del Circus e Sir William Shakespeare sono figli entrambi della piccola cittadina inglese di Stratford-upon-Avon (nel Warwickshire), Regno fertile per menti brillanti il Regno Unito.Lo attesta il fatto che, in questa speciale classifica redatta rielaborando gli albi d’oro costruttori e piloti in chiave progettistica, gli ingegneri britannici monopolizzano la vetta con ben sette presenze nei primi dieci posti. Newey, oltre alle quattro doppiette degli anni Red Bull ottenute con le sue RB6, RB7, RB8 e RB9, era riuscito nell’impresa altre dodici volte (nove con la Williams e tre con la McLaren) che fa di lui l’unico progettista della storia ad aver portato al successo tre differenti costruttori. Ripercorriamone brevemente la storia, prima di dare uno sguardo d’insieme al resto della graduatoria.Dopo i primi entusiasmanti successi in America e il bruciante licenziamento alla Leyton House, tacciato di esasperare l’aerodinamica e di essere responsabile degli insoddisfacenti risultati della vettura britannica, passò nel 1990 alla Williams sotto l’egida di Patrick Head. Il primo titolo arrivò con l’imbattibile FW14B, esaltata nel 1992 dalle doti velocistiche di Nigel Mansell e dalla costanza del suo scudiero Riccardo Patrese.#L’anno successivo fu Alain Prost a portare al successo la sua FW15C, versione più evoluta dell’auto precedente.Poi venne il ’94 e arrivò il binomio Senna-Newey. I due insieme, con ogni probabilità, avrebbero riscritto la storia degli anni ’90, duellando con il binomio altrettanto competitivo griffato Schumacher-Brawn, ma tutto svanì tragicamente dopo appena due gran premi quel funesto 1 maggio a Imola, con lo schianto di Ayrton alla curva del Tamburello. Chiusa questa triste pagina, se ne aprirono altre più o meno serene; nel 1994 era comunque arrivato il titolo costruttori, ma le crepe tra la Williams e Newey crebbero durante il processo per la morte di Senna, e divennero col tempo insanabili, nonostante il conseguimento dei due titoli ’96 con Damon Hill e Jacques Villeneuve al volante della FW18.Fu così che il genio di Stratford si spostò da Grove a Woking nel 1997, passando alla McLaren e lasciando come ultimo regalo alla sua vecchia scuderia un’altra vettura da doppietta iridata, la FW19 di Jacques Villeneuve. Bastarono dodici mesi a Newey per riportare entrambi i titoli iridati in casa McLaren, con la MP4/13 affidata alle cure di Mika Hakkinen. L’anno seguente il titolo costruttori sfuggì per appena quattro punti nei confronti della Ferrari F399 di Rory Byrne, vincente nonostante l’assenza dell’infortunato Michael Schumacher, ma Hakkinen si confermò campione del mondo con la MP4/14.Iniziò così l’unico periodo di magra per le sue vetture, l’era del Dream Team Ferrari, che con il poker d’assi Schumacher-Brawn-Byrne-Todt ha dominato incontrastato le gare di inizio millennio. Adrian, si vociferava al tempo, arrivò perfino a maturare propositi di ritiro, cui per fortuna sua e della Red Bull non dette seguito. Così, nel 2006, arrivò l’ingaggio dalla casa austriaca, che il tecnico inglese prese per mano accompagnandola in una crescita costante fino agli otto titoli recenti.Tornando a occuparci della graduatoria degli ingegneri, alle spalle di Newey troviamo Rory Byrne, che in coppia con Ross Brawn e sotto la direzione generale di Jean Todt, ha restituito il titolo costruttori a Maranello dopo quindici anni di astinenza e quello piloti dopo oltre venti. Il sud africano Byrne in veste di progettista, e il britannico Brawn nei panni di direttore tecnico, hanno fatto la fortuna della Ferrari per sei anni, dal 1999 al 2004, monopolizzando gli albi d’oro con undici titoli su dodici.La coppia tra l’altro, era ben rodata dai tempi della Benetton, quando, sempre con Michael Schumacher al volante, aveva già collezionato tre titoli in due anni. Al terzo posto troviamo un ingegnere inglese, Neil Oatley, che dopo gli inizi alla Williams è diventato un uomo chiave della McLaren di fine anni ’80 e anni ’90, raggiungendo anche lui l’invidiabile record di tredici titoli. Subito ai piedi del podio#si piazza un’altro genio d’oltre manica, Colin Chapman, il poliedrico progettista della Lotus. Il papà della monoscocca e delle sospensioni a quadrilatero, nonché forte sostenitore del motore posteriore (introdotto in Formula 1 da John Cooper sull’omonima vettura che vinse il Mondiale 59 e 60 con Jack Brabham) ha collezionato ben dodici titoli, tutti col team Lotus da lui stesso fondato prima del decesso (avvenuto in circostanze non del tutto chiare) nel dicembre 1982.
Dulcis in fundo parliamo degli italiani; i più bravi, secondo questa classifica, dopo i britannici. Il primo che troviamo è#Mauro Forghieri, al quinto posto con 11 titoli che valgono#probabilmente ancor più rispetto a quelli conquistati dai disegnatori moderni, in quanto ottenuti realizzando auto senza l’ausilio delle moderne tecnologie che venivano da lui progettate in toto, dal motore fino all’ultimo dei bulloni. Lo storico ingegnere modenese della Ferrari – una vita in rosso, dal 1962 al 1987 – ha conquistato nel 1964 il titolo piloti e costruttori con John Surteess al volante della sua 158, dopo appena due anni di direzione tecnica del team.Forghieri passerà quindi alla storia per aver firmato col suo tratto, negli anni ’70, una delle epoche d’oro del Cavallino, disegnando tutte le Ferrari iridate della serie “312” (portate al successo da gente come Lauda, Regazzoni, Reutemann, Villeneuve e Schechkter).#Il canto del cigno arrivò negli anni ’80, con i due titoli costruttori ‘82 e ‘83 delle Ferrari serie “126” (C2, C2B e C3), realizzate in collaborazione con il britannico Harvey Postlethwaite.Da quest’anno i vertici della classifica si tingono poi ancor più di tricolore grazie ad Aldo Costa (5 allori)#artefice, insieme all’aerodinamico greco Nick Tombazis, degli ultimi tre titoli giunti in casa Maranello nel biennio 2007-08 e progettista con Geoff Willis della imbattibile Mercedes F1-W05 Hybrid dominatrice della stagione appena conclusa.#Arrivato in Ferrari con la pesante ombra della coppia Brawn-Byrne alle spalle, Costa ha saputo di fatto disegnare vetture competitive, capaci di portare nel 2007 all’emozionante epilogo iridato con Kimi Raikkonen e, nel 2008, a quello drammatico del titolo piloti naufragato nella pioggia a un chilometro dal traguardo… con buona pace dello sfortunato Felipe Massa.L’ultima#menzione è per#Gioacchino Colombo (4 titoli) e Vittorio Jano (4), ma anche per Carlo Chiti (3) e Aurelio Lampredi (2), ingegneri con la passione nel cuore, gente che amava sporcarsi le mani insieme ai meccanici pur di portare al successo le Alfa Romeo, le Maserati e le Ferrari negli anni ruggenti del mondiale, ossia dal ’50 al ’60.Classifica Ingegneri e Progettisti
1° Adrian Newey (Regno Unito) 20 – Williams, McLaren, Red Bull
2° Rory Byrne (Sud Africa) 14 – Benetton, Ferrari
3° Neil Oatley (Regno Unito) 13 – Williams, McLaren
4° Colin Chapman (Regno Unito) 12 – Lotus
5° Mauro Forghieri (Italia) 11 – Ferrari
= Peter Prodromou (Regno Unito) 8 – Red Bull
7° Maurice Philippe (Regno Unito) 7 – Lotus
8° John Barnard (Regno Unito) 6 – McLaren, Ferrari
= Steve Nichols (Stati Uniti) 6 – McLaren
10° Aldo Costa (Italia) 5 – Ferrari, Mercedes
= Tony Rudd (Regno Unito) 5 – BRM, Lotus
12° Bob Bell (Irlanda) 4 – Renault
= Ben Butler (Regno Unito) 4 – Red Bull
= Gioacchino Colombo (Italia) 4 – Alfa Romeo, Maserati
= Vittorio Jano (Italia) 4 – Ferrari
= Owen Maddock (Regno Unito) 4 – Cooper
= Rob Marshall (Regno Unito) 4 – Red Bull
= Gordon Murray (Sud Africa) 4 – Brabham, McLaren
= Ron Tauranac (Australia) 4 – Brabham
20° Carlo Chiti (Italia) 3 – Ferrari
= Gordon Coppuck (Regno Unito) 3 – McLaren
= Frank Dernie (Regno Unito) 3 – Williams
= Derek Gardner (Regno Unito) 3 – Tyrrell
= Sergio Rinland (Argentina) 3 – Williams
= Nicholas Tombazis (Grecia) 3 – Ferrari
26° Geoff Aldridge (Regno Unito) 2 – Lotus
= Loic Bigois (Francia) 2 – Brawn GP
= Bernard Boyer (Francia) 2 – Matra
= Gerard Ducarouge (Francia) 2 – Matra
= Eghbal Hamidy (Iran) 2 – Williams
= Aurelio Lampredi (Italia) 2 – Ferrari
= David North (Regno Unito) 2 – Brabham
= Martin Ogilvie (Regno Unito) 2 – Lotus
= Harvey Postlethwaite (Regno Unito) 2 – Ferrari
= Hans Scherrenberg (Germania) 2 – Mercedes
= Mark Smith (Regno Unito) 2 – Renault
= Len Terry (Regno Unito) 2 – Lotus
= Geoff Willis (Regno Unito) 2#– Mercedes
= Peter Wright (Regno Unito) 2 – Lotus
= Jorg Zandler (Germania) 2 – Brawn GP
41° Frank Costin (Regno Unito) 1 – Vanwall
= Tim Goss (Regno Unito) 1 – McLaren
= Paddy Lowe (Regno Unito) 1 – McLaren

Albo d’Oro Ingegneri & Progettisti del Mondiale Costruttori
1958 Frank Costin (Vanwall VW5)
1959 Owen Maddock (Cooper T51)
1960 Owen Maddock (Cooper T51)
1961 Vittorio Jano, Carlo Chiti (Ferrari 156)
1962 Tony Rudd (BRM P57, P48/57)
1963 Colin Chapman (Lotus 25)
1964 Vittorio Jano, Carlo Chiti (Ferrari 156), Mauro Forghieri (Ferrari 158, 1512)
1965 Colin Chapman, Len Terry (Lotus 33, 25)
1966 Ron Tauranac (Brabham BT19)
1967 Ron Tauranac (Brabham BT19, BT24)
1968 Colin Chapman, Maurice Philippe (Lotus 49, 49B)
1969 Gerard Ducarouge, Bernard Boyer (Matra MS80, MS84)
1970 Colin Chapman, Tony Rudd, Maurice Philippe (Lotus 72A, 72B, 72C)
1971 Derek Gardner (Tyrrell 003)
1972 Colin Chapman, Maurice Philippe (Lotus 72D)
1973 Colin Chapamn, Maurice Philippe (Lotus 72D, 72E)
1974 Gordon Coppuck (McLaren M23)
1975 Mauro Forghieri (Ferrari 312B3, 312T)
1976 Mauro Forghieri (Ferrari 312T, 312T2)
1977 Mauro Forghieri (Ferrari 312T2)
1978 Colin Chapman, Martin Ogilvie, Tony Rudd, Geoff Aldridge, Peter Wright (Lotus 78, 79)
1979 Mauro Forghieri (Ferrari 312T3, 312T4, 312T4B)
1980 Neil Oatley (Williams FW07, FW07B)
1981 Neil Oatley (Williams FW07C, FW07D)
1982 Mauro Forghieri, Harvey Postlethwaite (Ferrari 126C2)
1983 Mauro Forghieri, Harvey Postlethwaite (Ferrari 126C2B, 126C3)
1984 John Barnard (McLaren MP4/2)
1985 John Barnard (McLaren MP4/2B)
1986 Frank Dernie, Sergio Rinland (Williams FW11)
1987 Frank Dernie, Sergio Rinland (Williams FW11B)
1988 Gordon Murray, Steve Nichols (McLaren MP4/4)
1989 Steve Nichols, Neil Oatley (McLaren MP4/5)
1990 Steve Nichols, Neil Oatley (McLaren MP4/5B)
1991 Neil Oatley (McLaren MP4/6)
1992 Adrian Newey, Eghbal Hamidy (Williams FW14B)
1993 Adrian Newey, (Williams FW15C)
1994 Adrian Newey, (Williams FW16)
1995 Rory Byrne (Benetton B195)
1996 Adrian Newey, (Williams FW18)
1997 Adrian Newey, (Williams FW19)
1998 Adrian Newey, Neil Oatley (McLaren MP4/13)
1999 John Barnard, Rory Byrne (Ferrari F399)
2000 Rory Byrne (Ferrari F1-2000)
2001 Rory Byrne (Ferrari F2001)
2002 Rory Byrne (Ferrari F2002)
2003 Rory Byrne (Ferrari F2003-GA)
2004 Rory Byrne (Ferrari F2004)
2005 Bob Bell, Mark Smith (Renault R25)
2006 Bob Bell (Renault R26)
2007 Aldo Costa, Nicholas Tombazis (Ferrari F2007)
2008 Aldo Costa, Nicholas Tombazis (Ferrari F2008)
2009 Jorg Zandler, Loic Bigois (Brawn GP BGP 001)
2010 Adrian Newey, Rob Marshall, Peter Prodromou (Red Bull RB6)
2011 Adrian Newey, Rob Marshall, Peter Prodromou (Red Bull RB7)
2012 Adrian Newey, Ben Butler, Peter Prodromou (Red Bull RB8)
2013 Adrian Newey, Ben Butler, Peter Prodromou (Red Bull RB9)
2014 Aldo Costa, Geoff Willis (Mercedes F1-W05 Hybrid)
Albo d’Oro Ingegneri e Progettisti del Mondiale Piloti
1950 Gioacchino Colombo (Alfa Romeo 158)
1951 Gioacchino Colombo (Alfa Romeo 159)
1952 Aurelio Lampredi (Ferrari 500)
1953 Aurelio Lampredi (Ferrari 500)
1954 Gioacchino Colombo (Maserati# 250F), Hans Scherrenberg (Mercedes W196)
1955 Hans Scherrenberg (Mercedes W196)
1956 Vittorio Jano (Ferrari D50)
1957 Gioacchino Colombo (Maserati #250F)
1958 Frank Costin (Vanwall VW5)
1959 Owen Maddock (Cooper T51)
1960 Owen Maddock (Cooper T51)
1961 Vittorio Jano, Carlo Chiti (Ferrari 156)
1962 Tony Rudd (BRM P57)
1963 Colin Chapman (Lotus 25)
1964 Mauro Forghieri (Ferrari 158)
1965 Colin Chapman, Len Terry (Lotus 33, 25)
1966 Ron Tauranac (Brabham BT19)
1967 Ron Tauranac (Brabham BT19, BT24)
1968 Colin Chapman, Maurice Philippe (Lotus 49, 49B)
1969 Gerard Ducarouge, Bernard Boyer (Matra MS80)
1970 Colin Chapman, Maurice Philippe (Lotus 72A, 72C)
1971 Derek Gardner (Tyrrell 003)
1972 Colin Chapman, Maurice Philippe (Lotus 72D)
1973 Derek Gardner (Tyrrell 005, 006)
1974 Gordon Coppuck (McLaren M23)
1975 Mauro Forghieri (Ferrari 312B3, 312T)
1976 Gordon Coppuck (McLaren M23)
1977 Mauro Forghieri (Ferrari 312T2)
1978 Colin Chapman, Martin Ogilvie, Tony Rudd, Geoff Aldridge, Peter Wright (Lotus 78, 79)
1979 Mauro Forghieri (Ferrari 312T3, 312T4, 312T4B)
1980 Neil Oatley (Williams FW07, FW07B)
1981 Gordon Murray, David North (Brabham BT49C)
1982 Neil Oatley (Williams FW07C, FW08)
1983 Gordon Murray, David North (Brabham BT52, BT52B)
1984 John Barnard (McLaren MP4/2)
1985 John Barnard (McLaren MP4/2B)
1986 John Barnard (McLaren MP4/2C)
1987 Frank Dernie, Sergio Rinland (Williams FW11B)
1988 Gordon Murray, Steve Nichols (McLaren MP4/4)
1989 Steve Nichols, Neil Oatley (McLaren MP4/5)
1990 Steve Nichols, Neil Oatley (McLaren MP4/5B)
1991 Neil Oatley (McLaren MP4/6)
1992 Adrian Newey, Eghbal Hamidy (Williams FW14B)
1993 Adrian Newey, (Williams FW15C)
1994 Rory Byrne (Benetton B194)
1995 Rory Byrne (Benetton B195)
1996 Adrian Newey, (Williams FW18)
1997 Adrian Newey, (Williams FW19)
1998 Adrian Newey, Neil Oatley (McLaren MP4/13)
1999 Adrian Newey, Neil Oatley (McLaren MP4/14)
2000 Rory Byrne (Ferrari F1-2000)
2001 Rory Byrne (Ferrari F2001)
2002 Rory Byrne (Ferrari F2002)
2003 Rory Byrne (Ferrari F2003-GA)
2004 Rory Byrne (Ferrari F2004)
2005 Bob Bell, Mark Smith (Renault R25)
2006 Bob Bell (Renault R26)
2007 Aldo Costa, Nicholas Tombazis (Ferrari F2007)
2008 Paddy Lowe, Tim Goss (McLaren MP4-23)
2009 Jorg Zandler, Loic Bigois (Brawn GP BGP 001)
2010 Adrian Newey, Rob Marshall, Peter Prodromou (Red Bull RB6)
2011 Adrian Newey, Rob Marshall, Peter Prodromou (Red Bull RB7)
2012 Adrian Newey, Ben Butler, Peter Prodromou (Red Bull RB8)
2013 Adrian Newey, Ben Butler, Peter Prodromou (Red Bull RB9)
2014 Aldo Costa, Geoff Willis (Mercedes F1-W05 Hybrid)


8 dicembre 2014 – Comunque la si giri, il più bravo è sempre lui: Adrian Newey. In trentatre anni di attività, lo Shakespeare della Formula 1 ha collezionato ben venti titoli mondiali, equamente divisi tra campionati piloti e costruttori.Già… …

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