6 dicembre 2014 – Si sono svolte ieri a Doha, in Qatar, le consuete premiazioni FIA che hanno visto fare passerella i protagonisti dei campionati che si corrono sotto l’egida della Federazione Internazionale dell’Automobile.Fra loro anche Daniel Ricciardo, che nel 2014, alla sua prima stagione in un top team come la Red Bull, ha stupito tutti conquistando il podio iridato dietro all’accoppiata Mercedes formata dal neo campione del Mondo Lewis Hamilton e dal suo compagno di squadra Nico Rosberg. I tre hanno ricevuto i rispettivi riconoscimenti per quanto fatto vedere in pista nell’arco dei 19 Gran Premi disputati da marzo a novembre, ed in particolare il ventiquattrenne australiano ha ricevuto il plauso dello stesso Hamilton che lo vede come un potenziale avversario al titolo nella prossima stagione. “Speriamo che le cose migliorino” – ha esordito a questo proposito il portacolori del team di Milton Keynes – Credo che quest’anno abbia rappresentato un grande passo avanti per la mia carriera. Naturalmente un passo nella direzione che speravo. Ovviamente la Mercedes ha dominato, ma io sono stato in grado di far segnare le uniche tre vittorie da parte di un’altra squadra e quindi questa è stata una grande annata per quanto mi riguarda. Ogni volta che si fa un passo avanti, si desidera continuare a fare di più. Al momento non mi accontento di nient’altro. Staremo a vedere. Sono sicuro che Lewis sia stato molto modesto, ma sono convinto che le Mercedes andranno forte anche il prossimo anno. Ma, per quanto ci riguarda, il gap si potrebbe chiudere e di conseguenza speriamo d farlo e ora guardiamo avanti al futuro”.Uno degli aspetti che differenzia Ricciardo dagli altri piloti è certamente l’atteggiamento fuori dall’abitacolo: infatti, il sorriso gioviale e il carattere aperto dell’australiano sono stati uno “leitmotiv” della stagione appena conclusa. Un modo di porsi diverso da quello di altri campioni del volante, che è lecito chiedersi se non faccia parte di una strategia ben precisa, visto che quando abbassa la visiera Daniel diventa determinatissimo. Non direi che si tratta di qualcosa che ho pianificato in termini strategici, è solo la mia natura. Ovviamente aiuta in molti modi. Penso che, in parecchi casi, vada ad alleviare parecchio la tensione e lo stress che circonda lo sport. Avere questo approccio scanzonato, mi rende più semplice la gestione dei vari aspetti. Per quanto mi riguarda mi sto solo divertendo. Quando sono in macchina è una cosa seria e tratto la cosa con 100% della serietà. Per il resto c’è solo divertimento. Ci sono parecchie interviste e solitamente ti vengono domandate le stesse cose parecchie volte. Bisogna solo cercare di abituarsi e provare a stare bene. Tendo a scherzare molto e questo rende tutto più facile”.In sostanza, Ricciardo, è uno che vista l’età e la carriera che ha avuto la fortuna di intraprendere la vita se la sta godendo appieno. “Sì posso assolutamente relazionarmi a quanto ha detto prima Petter (Solberg). Penso che questo sia il nucleo di tutto.# Se si vuole avere successo in qualsiasi cosa nella vita bisogna divertirsi e provare piacere nel fare le cose. Non può essere il sogno di qualcun altro, ma deve essere il vostro. Quest’anno ho fatto così. Ho goduto del periodo più divertente che abbia mai avuto in una macchina da corsa e i risultati sono arrivati. Bisogna guardare le cose in generale: bisogna essere riconoscenti. A tutti i miei amici in Australia piacerebbe fare il mio lavoro e quindi anche se hai una brutta giornata devi vedere le cose in un’altra ottica ed essere grato per quello che fai“. Procedure particolari, riti scaramantici e quant’altro prima di una gara non fanno parte del carattere di Daniel al contrario di quanto avviene per alcuni suoi colleghi. “No, non lo faccio. Per me è solo una scusa se qualcosa dovesse andare storto e in quel caso si potrebbe dire: ‘Ahi, non l’ho fatto’. Per essere onesti ci si riempie solo la testa di stupidaggini. Non mi piacciono le superstizioni e scusate voi ragazzi se lo siete”.Tornando a questioni più serie, la buona competitività della sua Red Bull ha aiutato Ricciardo ad emergere e questo è stato il primo anno nel quale ha avuto la possibilità di guidare una macchina decisamente più prestazionale della Toro Rosso con cui ha gareggiato fino alla scorsa stagione. Un fattore importante che l’ha trovato subito pronto ad inserirsi nella lotta fra i migliori e ha dimostrato che il ventiquattrenne di origine italiana è un tipo che sa imparare in fretta. Crescita, sono cresciuto molto. Il mio amore per questo sport è cresciuto. Il mio amore per la competizione. Quest’anno ho avuto modo di vedere che con una macchina che mi consentiva di lottare per podi e vittorie, sono arrivato laddove sognavo di essere fin da quando ero un ragazzino. Una cosa che ti riesce a dare tanta motivazione in più. Non sto scherzando. Quest’anno, ad ogni gara, ero sempre più eccitato. Quando arrivava la domenica ero sempre molto carico e non pensavo che avrei potuto esserlo di più la settimana successiva, ma invece lo ero ancora di più ed è sempre andata meglio. Penso che avere questa opportunità, sapendo che se si dispone di un buon fine settimana e si fa il massimo si ha la possibilità di salire sul podio, credo che renda le cose più facili”. Tuttavia, Daniel riconosce di essere rimasto un pò sorpreso del proprio rendimento: “Un po’. In fondo, ho sempre creduto che avrei potuto farlo se avessi avuto il materiale e la possibilità di arrivarci, ma guardandomi indietro e vedendo il dominio della Mercedes, mi ha sorpreso un pò essere stato l’unico a spezzarlo“.

6 dicembre 2014 – Si sono svolte ieri a Doha, in Qatar, le consuete premiazioni FIA che hanno visto fare passerella i protagonisti dei campionati che si corrono sotto l’egida della Federazione Internazionale dell’Automobile.Fra loro anche Daniel Ricciardo, …

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