[Allo specchio] 3 dicembre 2014 – Quando Jean Alesi attaccava il pilota brasiliano definendolo “presuntuoso e disonesto”. Da una intervista di Nestore Morosini per il Corriere della Sera, la rilettura dei rapporti tra i due piloti dopo vent’anni: il fuoco che alimenta l’agonismo è sempre uguale. Era il 26 ottobre 1993 alla conclusione del Gran Premio del Giappone a Suzuka.“Perchè odio Senna: il brasiliano si comporta da padreterno, ma non è riuscito a rubarmi il posto alla Ferrari”. Sette giri, poi il ritiro. Per Jean Alesi il Gran Premio del Giappone è stata una corsa amara. La stagione si sta concludendo, le sofferenze per il corridore franco siciliano non mancano…“Quando la stagione è cominciata avevo molte speranze, c’era in ballo tutto lo sforzo di John Barnard, il progettista, per mettere in pista una macchina con le sospensioni attive”. Confessa Jean Alesi: “Io ero sicuro che la macchina risultasse competitiva: ma poco a poco mi sono reso conto che le sospensioni attive erano un enorme problema sia per l’ affidabilità sia per la messa a punto. Il lavoro che noi avevamo fatto in sei mesi, gli altri lo aveva perfezionato in due o tre anni. Dunque la partenza è stata molto difficile ed io ero deluso. Fino a luglio siamo andati di peggio in peggio, il morale andava su e giù. Io per la mia Ferrari faccio di tutto, soprattutto quando sono in macchina. E perciò anche il morale ho sempre cercato di tenerlo alto. Poi è arrivato Jean Todt ed è partito il programma giusto. Todt è un uomo in gamba, molto attento al suo lavoro, sta preparando il team e la macchina per il ’94. Ma già si comincia a far vedere che con i mezzi che abbiamo a disposizione possiamo arrivare a grandi risultati”.Durante l’estate si è cominciato a parlare di Senna alla Ferrari: lei è stato disturbato? E quanto, chiede Morosini? “Senna mi ha dato fastidio perchè è un tipo che riesce sempre a far passare il messaggio che vuole. Chiaramente io avevo un rapporto diretto con il presidente della Ferrari, Montezemolo, che è molto sensibile e corretto con i piloti. Montezemolo vede che faccio sempre il massimo per la squadra e perciò mi rispetta. Quindi mi chiamò e mi disse: “Quando Senna fa queste sparate mi contraria, perchè crea una turbativa nel mio rapporto con voi piloti”. E poi mi disse che Senna non lo avrebbe preso. Quel che soprattutto non è accettabile è che un pilota parli di una squadra che non è la sua e voglia rubare il posto agli altri. Io faccio un lavoro alla Ferrari che nessun altro può fare, soprattutto non lo può fare Ayrton Senna. Perchè io sono molto disponibile per la pista, per gli sponsor, per il pubblico. Senna non lo è, tutto quello che fa è uno show soltanto per la platea. E tutto ciò che è profondo, intimo, lui non riesce a concepirlo. Io faccio delle cose con i tifosi che nessuno sa. Diciamo così: Senna crede di essere un dio sulle nuvole e come tale si comporta”.Che cosa rappresenta per lei la Ferrari? “In primo luogo è un onore, un piacere e una soddisfazione: per i piloti di Formula 1 la Ferrari è un punto di arrivo. Chiaramente il mio scopo principale è quello di vincere e non di fare le ferie in una squadra come quella di Maranello. Ritengo che il mio impegno, che è voluto, debba essere costante e continuativo. Dunque fra una gara e l’altra io non vado mai in vacanza, io seguo sempre i ragazzi della squadra, quello che fanno. Una volta incominciato il campionato, se ho una settimana o appena due giorni di libertà mi alleno: faccio il cross country, il tennis, corro”. E, a livello di cuore, la Ferrari che cos’ e’ ? “Non è difficile da dire perchè lo si vede. Quando mi chiedono se sono italiano o francese rispondo: sono ferrarista”.La consistenza della Ferrari in questi ultimi mesi sembra migliorata. Quali sono le sue prospettive per il ’94? “Prima di tutto mi sento caricato da morire, non ci sarà nessuno che mi potrà fermare. Visto quel che si sta preparando, voglio dire ad alta voce che c e’ da fare attenzione alla Ferrari perchè la Ferrari sta tornando grande”. Una dedizione totale, senza problemi psicologici nei confronti di avversari ma solo problemi tecnico sportivi nei confronti della macchina. Eppure nei giorni scorsi lei ha detto che si deve dare una calmata: in che senso? “Nel senso che io faccio sempre il massimo e ogni tanto vedo che il massimo della macchina è per essere terza: allora spingo per essere secondo e anche primo. Soprattutto in Formula 1, però, è impossibile farlo sempre: va bene una volta, va bene due volte ma alla terza vai a sbattere e puoi farti male”.Lei ha paura di farsi male quando corre? “No, e questo da molto fastidio al mio amico Alain Prost. Quando parliamo, a volte lui mi dice: ma Jean, fai attenzione, ti ho visto in televisione e mi sembri matto. E allora gli rispondo: guarda, Alain, è impossibile farsi male. E lui mi dice: non dirmi così, se no svengo”. Lei è superstizioso? “Lo sono come tutti gli italiani. E un po’ di più perchè sono di origine siciliana”. E’ anche geloso? “Questo è logico”. E’ geloso anche della sua macchina? “Ancora di più. E’ per questo che odio Senna, perchè la Ferrari è solo mia e lui voleva portarmela via”.

[Allo specchio] 3 dicembre 2014 – Quando Jean Alesi attaccava il pilota brasiliano definendolo “presuntuoso e disonesto”. Da una intervista di Nestore Morosini per il Corriere della Sera, la rilettura dei rapporti tra i due piloti dopo vent’anni: il fuoco

Leggi articolo completo...