[Indiscreto] 4 dicembre 2014 – Al Montana non ne vogliono proprio sapere di raccontare di un nuovo cliente molto speciale. Sebastian Vettel.Maurizio e Rossella Paolucci – che insieme al figlio Alberto e alla nonna Dina animano l’attività del ristorante vicino alla pista di Fiorano – evitano accuratamente il clamore delle cronache e non ci tengono proprio a far sapere che da Lorenzo Bandini a Gilles Villeneuve, da Michael Schumacher a Fernando Alonso, praticamente tutti i piloti della Ferrari sono passati da qui, come testimoniano le fotografie e i cimeli che ornano le pareti della sala da pranzo. Maurizio e Rossella sono inflessibili nel proteggere la privacy dei loro illustri ospiti – forse si “sbottonano” un po’ di più con Leo Turrini che gioca in casa, visto che abita a un tiro di schioppo, in quel di Sassuolo – ma il campione del mondo di Heppenheim, nei quattro giorni trascorsi a Maranello, non è passato inosservato quando ha voluto conoscere il luogo dei tanti racconti dell’amico Michael, che qui era accolto come “uno di casa”.E proprio come Schumacher quando arrivava per i test a Fiorano – insieme a Bonny e Tracy, i suoi inseparabili pastori belgi – anche Sebastian ha preferito sistemarsi nella appartata palazzina storica della Ferrari vicina al circuito, deludendo i tanti fans che presidiavano l’albergo abitualmente utilizzato dai piloti della Rossa, nelal speranza di strappargli un autografo. Invece al ristorante Vettel ha lasciato il segno già venerdi sera appena arrivato in Emilia – per quanto al Montana nessuno voglia confermare questa circostanza – assaggiando una specialità top secret appositamente preparata da nonna Dina. Rossella si lascia scappare, orgogliosamente, che la gramigna con la salsiccia e i tortellini sono stati i piatti – tra i numerosi assaggi – più apprezzati dal ventisettenne pilota tedesco: “Tutte cose che possono piacere a un ragazzino che tanto mi ha ricordato Michael la prima volta che venne qui da noi”.Sebastian ha portato una ventata di entusiasmo e leggerezza. Ne avevamo bisogno tutti. Dalla stessa Ferrari agli appassionati. Domenica è ritornato a pranzo al Montana che aveva riaperto la cucina proprio per lui: “Ho visto un bambino con la faccia come quello che ha ricevuto un regalo della Madonna… Aveva gli occhi che gli brillavano per aver realizzato il suo sogno, quello di arrivare alla Ferrari. Aveva la stessa espressione di Michael quando lo abbiamo visto la prima volta qui a Maranello. Tutti noi abbiamo avuto la stessa emozione”, ci ha dichiarato Maurizio, complice dello scherzo con Vettel che – travestito da cameriere – ha servito un piatto di prosciutto e formaggio all’infreddolito giornalista Stefanini, in paziente appostamento fuori dal locale. “Sebastian sprizzava gioia da tutti i pori, per essere diventato quello che aveva sempre immaginato di diventare un giorno, pilota della Ferrari. Quella Ferrari che è stata di Schumacher, il suo pilota e amico preferito. Era veramente felice come un bambino che tocca il cielo con un dito nello scoprire un nuovo mondo, quello dei sogni che si avverano…”, sottolinea affettuosamente Rossella che preoccupata chiede: “Ma queste cose le pubblicherete? Non vorrei che Renato Bisignani si arrabbiasse”. Non lo pensiamo proprio, perchè anche il responsabile della comunicazione della Ferrari si sarà reso conto che questo è il prezzo della simpatia. La passione aveva bisogno di un motore per accendersi di nuovo.

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