30 novembre 2014 – Tony Brise è sicuramente uno di quei talenti sfuggenti che non sono mai sbocciati a causa del destino avverso. In questo caso un destino cinico e crudele per uno dei piloti più promettenti del panorama motoristico dell’epoca.Figlio d’arte, suo padre John aveva preso parte alle gare di F3 quando ancora si correva ancora con motori da 500cc, Anthony Brise nasce a Dartford, nel Kent, il 28 marzo del 1952. Inizia a correre con i Kart all’età di sette anni e nel 1969 diventa campione britannico quando non è ancora maggiorenne. L’anno seguente c’è l’inevitabile passaggio alle monoposto dove partecipa alla Formula Ford, categoria propedeutica molto in voga all’epoca e grande fucina per i futuri campioni del volante. All’inizio gareggia al volante di una Eden, mentre nel 1971 passa ad una Merlyn con cui si classifica fra i migliori del BOC British Formula Ford 1600 Championship. Questi risultati gli sono utili per passare alla categoria superiore, la Formula 3, dove già l’anno dopo si cimenta con una Brabham semi-ufficiale prima di approdare nel 1973 al team GRD in sostituzione di Roger Williamson, approdato in F1 al volante di una March con la quale incontrerà un terribile destino in occasione del Gran Premio d’Olanda a Zandvoort.Ed è proprio alla guida di una March nella formula cadetta che esplode il talento di Brise, capace di vincere sia il campionato John Player che quello Lombard (erano tre i titoli in palio in quella stagione: Forward Trust, vinto da Ian Taylor, John Player e Lombard) oltre a classificarsi al secondo posto nel prestigioso Gran Premio di Monaco di F3, dove i talenti emergenti ci tenevano a fare bella figura davanti agli occhi attenti dei manager della F1. Alla fine dell’anno questi trionfi gli permettono di aggiudicarsi il prestigioso trofeo Goodwood Award, ma il denaro a disposizione e il budget di Brise non sono sufficienti per garantirgli l’ulteriore salto il Formula 2 in vista della stagione 1974. L’alternativa è quella di correre in un’altra categoria propedeutica che si chiama Formula Atlantic, dove Tony è costretto ad iniziare come privato prima di trovare un posto stabile nel team Modus. Rimane con la stessa squadra anche nel ’75, quando domina la serie ed improvvisamente gli si aprono le porte della Formula 1.La grande chance si concretizza quando Frank Williams ha la necessità di trovare un sostituto temporaneo da far correre al posto di Jacques Laffite nel Gran Premio di Spagna, poiché il francese è impegnato nello stesso fine settimana in un’importante gara di F2 al Nurburgring. Impegno preso da quest’ultimo prima di firmare con lo stesso Williams. E così nell’ultimo week end di aprile del 1975, Tony Brise fa il suo esordio nel Circus sul difficile quanto pericoloso circuito del Montjuic Park a Barcellona, dove si trova ad affiancare Merzario sulla sulla seconda FW04 motorizzata Ford-Cosworth. Una gara che viene ricordata ancora oggi per due motivi: il primo riguarda il drammatico incidente di Rolf Stommelen, che perse l’alettone della sua Hill mentre era in testa alla corsa e il secondo riguarda invece Lella Lombardi, che quel giorno riuscì a classificarsi sesta al traguardo. L’unica donna finora a punti in un evento del Mondiale di F1. Punto che divenne poi mezzo a causa dell’interruzione anticipata della gara.Brise si presenta al grande pubblico della F1 realizzando il diciottesimo tempo in griglia, ma la sua corsa finisce due giri dopo quella dello sfortunato Stommelen a causa di un tamponamento che lo vede coinvolto insieme al gallese Tom Pryce al volante della Shadow. Tuttavia, nonostante questo incidente Brise riesce comunque a classificarsi in settima posizione dietro alla Lombardi, in virtù dell’interruzione del Gran Premio avvenuta solo due tornate più tardi. La storia sembra che debba finire qui, ma la decisione di Graham Hill di abbandonare l’attività agonistica dopo la gara di Monte Carlo offre una nuova opportunità al giovane driver inglese. Il due volte iridato decide di chiamare proprio Brise a sostituirlo al volante delle monoposto della sua scuderia, la Embassy – Hill, e così Tony si ritrova in pianta stabile in F1 per il resto della stagione. Ad un ritiro in Belgio alla sua prima apparizione con la Hill GH1 diseganta dall’ex progettista Lola, Andy Smallman,# segue subito un ottimo sesto posto nel Gran Premio di Svezia sul circuito di Anderstorp. Per il resto arrivarono solamente dei piazzamenti fuori dai punti, con due settimi posti in# Olanda e Francia e un sesto tempo in griglia a Monza.Le prestazioni convincenti di Brise impressionarono favorevolmente l’esperto Graham Hill il quale lo confermò anche per l’anno successivo, il 1976. Purtroppo i sogni e la vita di Tony si infransero insieme a quelli del suo team principal quando la sera del 29 novembre 1975, di ritorno da una sessione di test sul circuito del Paul Ricard, l’aereo su cui viaggiano insieme ad altri membri della squadra si schianta sui campi dell’Arkley Golf Club a nord di Londra nel tentativo di atterrare presso l’aeroporto di Elstree. Ai comandi del bimotore Piper Aztec che li trasporta verso casa c’è proprio il grande ed indimenticabile Graham e lo schianto viene subito attribuito alle difficili condizioni di visibilità che imperversano in quelle ore nei dintorni della capitale del Regno Unito. Per gli occupanti del velivolo non c’è scampo ed insieme a Hill e Brise scompaiono anche il progettista Andy Smallman, il team manager Ray Brimble e i meccanici Tony Alcock e Terry Richards.

30 novembre 2014 – Tony Brise è sicuramente uno di quei talenti sfuggenti che non sono mai sbocciati a causa del destino avverso. In questo caso un destino cinico e crudele per uno dei piloti più promettenti del panorama motoristico

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